Responsabilità Governo e nodo Trafigura nel futuro del Polo industriale siracusano
Aggiornamento: 3 giorni fa

Il passaggio del controllo di ISAB a Ludoil rappresenta un momento importante rispetto alla disastrosa esperienza Goi Energy. Il punto che va tuttavia sciolto, urgentemente e preliminarmente, e che il Governo non può più eludere o nascondere, è la natura del rapporto contrattuale tra Isab e Trafigura, i cui termini potrebbero limitare oltre modo lo spazio dell'asset strategico per investimenti e transizione ecologica.
Con il Golden Power sulla cessione a GOI Energy il Governo e il ministro Urso hanno infatti commesso un grave errore, accettando che Trafigura assumesse di fatto il ruolo di dominus della raffineria, senza acquisirne la proprietà e senza assumersi rischi. Se confermata, l’esistenza di contratti in esclusiva sia sulla fornitura del greggio sia sul riacquisto dei prodotti Trafigura ha interamente trasferito sull’asset strategico di interessa nazionale ISAB il rischio d'impresa, permettendo a Trafigura di trattenere per sé la quasi totalità dei margini fra ciò che vende e ciò che ricompra, senza lasciare redditività per finanziare i necessari investimenti nel quadro della transizione ecologica.
Già nel 2025 il Financial Times riferiva che lo stesso azionista di maggioranza di GOI accusava Trafigura di trarre profitto da un contratto squilibrato mentre la raffineria perdeva denaro e che quel contratto, nonostante l’autorizzazione del Golden Power, ostacolava perfino la ricerca di nuovi acquirenti. Oggi è l'Autorità garante della concorrenza, nel provvedimento sull'acquisizione, a descrivere un vincolo in esclusiva fino al 2033, con cui Trafigura fornisce il greggio e le altre materie prime e ritira circa il 90 per cento dei prodotti raffinati, e a segnalare che una sua risoluzione anticipata avrebbe per ISAB conseguenze economiche rilevanti.
Trafigura è uno dei pochi grandi trader globali che si spartiscono un mercato a struttura oligopolistica. A differenza di altri grandi trader che in Europa, come in Sardegna, hanno scelto di acquistare le raffinerie assumendone il rischio industriale, a Priolo Trafigura non è azionista, ma sembrerebbe aver controllare di fatto, fino ad oggi, l’asset strategico di ISAB, attraverso un contratto che lascia a terzi appena un decimo della produzione. Se questo quadro fosse confermato, avremmo una raffineria che sopporta per intero il rischio senza trattenere il valore e che per questo non potrebbe programmare in autonomia gli investimenti nella transizione ecologica, nella formazione e nel lavoro.
Il Governo Meloni, con il Ministro degli annunci Urso, porta una pesante responsabilità, anche con riferimento alla definizione delle prescrizioni nell’esercizio del Golden Power, per la crisi che il polo ha attraversato in questi anni, per l'assenza di investimenti e per la crisi del depuratore IAS, che oggi vede i grandi utenti industriali staccarsi dall'impianto senza che sia stata costruita per tempo una soluzione per i lavoratori e per le altre imprese del territorio che non possono realizzare propri investimenti.
Sulla nuova operazione il Governo ha esercitato i poteri speciali con il DPCM del 5 agosto, ma le prescrizioni imposte alla nuova proprietà non sono note ai lavoratori né al territorio. Per questo presenteremo un'interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del made in Italy per conoscere i termini esatti del contratto fra ISAB e Trafigura, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso.
Chiediamo che sia chiarito quale ruolo Trafigura eserciti effettivamente nella gestione della raffineria e cosa il Governo intenda fare, anche in sede di attuazione e verifica delle nuove prescrizioni Golden Power, affinché un'infrastruttura dichiarata strategica non resti ostaggio di un vincolo privato che ne svuota l'autonomia industriale. Senza sciogliere questo nodo non potranno esserci gli investimenti necessari ad alcuna transizione ecologica del polo, e il futuro di Priolo, dei lavoratori diretti e dell'indotto resterà appeso alle convenienze di un trader internazionale.
Se il Governo non interverrà, attiveremo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato con una segnalazione-denuncia per verificare se nel rapporto fra Trafigura e ISAB si configuri un abuso di dipendenza economica, considerato che ISAB, come ha rilevato la stessa Autorità, non dispone all'interno del nuovo gruppo di alternative per l'approvvigionamento del greggio.
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