Quando le esternalità si 'abbattono' sul serio...
lumberjack di Antonio
Coase suggerisce che le esternalità sono sempre reciproche. Ci sono scambi di utilità che non passano dal mercato e che provocano effetti positivi per alcuni e negativi per altri. Il bene 'panorama' è uno di questi. Che fare se, anno dopo anno, i vicini costruiscono intorno o piantano alberi che impediscono al first comer di godere del panorama? La risposta dipende dal grado di 'completezza' originaria dei diritti. Un tizio in Arizona è stato condannato penalmente perché ha abbattuto di notte più di 500 alberi che gli coprivano il panorama, per il quale anni prima aveva comprato una casa in una certa zona. Pare che "quando il giudice Donald Mosley lo ha spedito in prigione, stupefatto, ha cominciato a gridare: "Ma io non sono una persona cattiva, sono una persona perbene, volevo solo un panorama"...
La condanna è di 5 anni di carcere. E certamente si tratta di un atto di vandalismo. L'approccio law and economics ci insegna però che altre strade potevano essere seguite dal ns vandalo di alberi, forse con qualche successo.
1. La contrattazione coasiana di mercato. Invece di abbattere gli alberi avrebbe potuto 'comprarne' l'uso da ciascun proprietario (lo stesso 'taglialegna' avrebbe poi proposto di restituire a titolo di risarcimento 250000 dollari al pool di proprietari).
2. Avrebbe potuto denunciare i late comers sulla base della dottrina legale del 'coming to the nuisance'
3. avrebbe potuto chiamare i vicini a pagargli i danni per l'esternalità negativa generata
4. avrebbe potuto chiedere al giudice di individuare il least cost avoider
5. avrebbe potuto chiedere a ciascun proprietario di alberi di pagare una parte dei costi per il proprio trasferimento
Emerge però il tema della incompletezza dei diritti proprietari su cui rinvio qui. Di chi era il diritto al panorama?
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