Bersani/3: serve la class action in Italia?
imagesIl decreto Bersani si inserisce in una iniziativa più complessa che prevede l'elaborazione di un disegno di legge che istituisca l’azione collettiva a tutela dei consumatori e degli utenti in conformità con la normativa comunitaria, nota anche come 'class action'.
In sostanza alcune associazioni riconosciute potranno chiedere il risarcimento dei danni restituendo poi le somme dovute direttamente ai singoli consumatori o utenti interessati, a seguito di atti illeciti commessi nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali, sempre che ledano i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti. Sotto il mero profilo economico, si tratta di introdurre una tutela aggiuntiva e quindi uno strumento di deterrenza in più. La motivazione economica risiede nel ruolo di coordinamento dell'azione collettiva permesso dalla class action, concentrando, in un unico contesto processuale, l'accertamento di illeciti, idonei a provocare un danno diffuso nella collettività. Il decreto Bersani oltre ad annunciare il disegno di legge introduce il meccanismo del patto quota lite che di fatto favorisce - dal lato degli incentivi dell'avvocato - la class action. Noi la conosciamo in Italia, soprattutto attraverso i film...il piccolo consumatore o l'avvocato di primopelo che mettono in ginocchio le grandi compagnie.
Molti giuristi italiani non la vogliono. Perché?

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