Un Libro Bianco per riformare (velocemente) la Gasparri
13/06/06 15:06


Con il nuovo governo Prodi, e con il Ministro Gentiloni, sono maturi i tempi per riformare la legge Gasparri, sulla quale siamo già intervenuti
su questo blog. Che la cd. legge Gasparri presenti profili distorsivi della concorrenza e costituisca un innalzamento delle barriere all'entrata sui diversi mercati rilevanti connessi al tema della convergenza multimediale è un dato ormai assodato e recepito tanto dal dibattito teorico quanto nel dibattito di politica economica, specie a livello comunitario.
La creazione del Sistema Unico Integrato delle Comunicazioni, cd. SIC, eliminando i tetti precedentemente imposti dalla Maccanico al grado di concentrazione multimediale, di fatto induce la creazione di barriere endogene all'entrata che disincentivano l'ingresso di operatori alternativi (si amplia la scala minima efficiente e la varietà minima efficiente per competere ad armi pari).
Con il nuovo governo Prodi, e con il Ministro Gentiloni, sono maturi i tempi per riformare la legge Gasparri, sulla quale siamo già intervenuti su questo blog.
Che la cd. legge Gasparri presenti profili distorsivi della concorrenza e costituisca un innalzamento delle barriere all'entrata sui diversi mercati rilevanti connessi al tema della convergenza multimediale è un dato ormai assodato e recepito tanto dal dibattito teorico quanto nel dibattito di politica economica, specie a livello comunitario.
La creazione del Sistema Unico Integrato delle Comunicazioni, cd. SIC, eliminando i tetti precedentemente imposti dalla Maccanico al grado di concentrazione multimediale, di fatto induce la creazione di barriere endogene all'entrata che disincentivano l'ingresso di operatori alternativi (si amplia la scala minima efficiente e la varietà minima efficiente per competere ad armi pari).
Il passaggio alla trasmissione digitale peraltro espande le posizioni dominanti esistenti in assenza di chiari obblighi di condivisione dello spazio frequenziale, favorendo una ulteriore concentrazione della raccolta pubblicitaria, oggi prevalentemente raccolta da Mediaset, come rilevato da AGCM e AGCOM. Inoltre persiste una fondamentale disomogeneità tra la regolamentazione delle reti 'dominanti' - giustamente gravate di obblighi di condivisione e di accesso - e la regolamentazione dei contenuti multimediali, oggi di fatto assente rispetto al tema dell'accesso dei concorrenti.
Ma il vero problema della Gasparri si chiama transizione. La Gasparri immagina che oggi esista un mondo concorrenziale sia nelle reti trasmissive che nell'erogazione di contenuti. Un rapido sguardo alle quote di mercato basta per capire che così non é. E' pertanto evidente che una regolamentazione debole o sbagliata della fase di transizione alla rivoluzione digitale può espandere le posizioni dominanti esistenti e compromettere in via irreversibile la concorrenzialità futura della convergenza multimediale.
Molto opportunamente, il neo MInistro Gentiloni, persona credibile e competente, ha dichiarato che la Gasparri è superata - anche dal testo unico sulle radio-televisioni.
Adesso occorre un percorso chiaro, trasparente e condiviso di riforma, che resista alle trappole retoriche del 'complotto' già evocato dall'opposizione.
Occorrerebbe immaginare un percorso simile a quello avviato in USA e nel Regno Unito. La costituzione di una commissione di esperti e di operatori, alla quale prendano parte anche rappresentanti delle competenti authorities. Scopo della Commissione dovrebbe essere quello di avviare delle consultazioni che aiutino il Ministero a pervenire entro sei mesi ad un libro bianco sulla convergenza. Le conclusioni del libro bianco potrebbero poi trovare immediata trasposizione in un disegno di legge di riassetto del sistema della convergenza multimediale.
In tal modo la nuova riforma non potrà mai apparire come una vendetta personale ma come un processo aperto basato sul confronto e sull'effettiva dinamica concorrenziale che si va manifestando nei mercati interessati. Se si inizia subito, potremmo avere una nuova legge entro Natale.