Bersani2: competition on demand side
Pasted Graphic di Antonio Nicita
Sono stati fatti molti commenti sul secondo pacchetto di liberalizzazioni Bersani-Rutelli, ma poche analisi si sono concentrate sul significato di una 'lenzuolata' che certo non esaurisce - per stessa ammissione dei proponenti - una politica che coinvolgerà presto non solo i servizi pubblici locali, ma anche le reti energetiche e le infrastrutture di trasporto. Queste liberalizzazioni possono essere sintetizzate come 'competition on demand side'. Vediamo perché e quali obiettivi perseguono.
Gran parte degli strumenti mirano a ridurre, per legem, costi di accesso (caso delle ricariche) e costi di uscita e di switch dei consumatori in settori che sono caratterizzati da oligopolio o da concorrenza monopolistica. Secondo alcuni, che riprendono i celebri argomenti di Bork (1978) e di Posner (1980), le forme di vincolo ai consumatori finali nascondono ragioni di efficienza, quali la remunerazione di investimenti innovativi specifici,in presenza di incertezza e di incompletezza contrattuale (Williamson, 1985; Klein, 1990). Peraltro, anche nei casi in cui i costi di uscita agiscono da esclusiva di fatto, le limitazioni poste ex-post sulla concorrenza non sarebbero ignote ai consumatori al momento della stipula dei contratti e dunque sarebbero da questi calcolati, internalizzati e accettati. In realtà, come dimostrarono già Aghion e Bolton (1988), vincoli all'uscita dei consumatori implicano erezione di barriere strategiche all'entrata. Anche consumatori sofisticati che scambiano benefici ex-ante versus costi di uscita ex-post, finiscono per essere esposti pertanto al potere monopolistico del contraente. A ciò si aggiunge la circostanza (Ennis e Heimler, 2004) che in mercati caratterizzati da switching costs, la concorrenza effettiva avviene solo alla scadenza dei contratti e solo i consumatori sofisticati sono in grado di affrontare i costi di search necessari ad incoraggiare entrata o attivismo dei concorrenti. Ciò comporta che l'assenza di mobilità dei consumatori sia compatibile anche con mercati 'apparentemente' concorrenziali quanto a numero di consumatori e di imprese concorrenti. Tali situazioni sono difficilmente scardinabili con azioni antitrust e o di regolamentazione settoriale. La 'lenzuolata' funziona in questo senso: liberalizza dal lato della domanda e rivela come a volte sia necessaria una legge per liberare il mercato e le scelte dei consumatori. Altra cosa che ci piace del bersani 1 e del bersani 2 è la trasversalità: essa permette di far apprezzare le esternalità positive multisettoriali e pone imbarazzi alla difesa corporativa. I limiti: su alcune questioni, come le professioni legali, occorre maggiore attenzione e complessità 'sistemica': non sempre copiare gli altri migliora le cose....
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