La Grazia. Senza Ombre.
imagesStasera hanno dato alla tv l'ultima puntata de 'La meglio gioventù' di Giordana. La scena si apre con la terrorista che riceve in carcere una serie di spartiti. Lei, musicista, sfiora con la mano la partitura e sente la musica vibrare, scoppiare nella sua testa. Come un boato insopprimibile e incontenibile della bellezza della vita, che non si lascia assaporare, domare o confinare. La vita tenta se stessa, corrompe se stessa con la vita. La terrorista strappa i fogli, getta via gli spartiti perché non sopporta di aderire alla pienezza della vita. La vita dei terroristi è sempre in bianco e nero. Fredda, come la canna di una pistola. Spezzata dai suoi stessi ritagli di giornale. Ingannata dai suoi stessi documenti falsi. Inseguita dai suoi stessi pedinamenti. Folle nella retorica perversa di antistoriche rivendicazioni rivoluzionarie. Schizzofrenia. Clausura del corpo e dell'anima. Autismo.Ma se la musica rientra da uno spartito, per caso, o se la terrorista aspetta un bambino, ecco che si torna alla vita. Si capisce la inutile barbarie di uccidere. E si trova una porta in mezzo a tanto deserto.
La grazia del Presidente Napolitano (oggi a Bompressi, domani a Sofri) è quella porta. In un solo giorno si sblocca la grazia del Presidente della Repubblica per Bompressi. Il guardasigilli annuncia l'avvio del percorso per Sofri. Castelli rivela, ancora una volta, l'ottusa iniziativa politica di quella cosa imbarazzante chiamata 'Lega'. La grazia ha il potere di 'risolvere' senza cancellare. Di concludere senza chiudere. Di pacificare senza perdonare o condannare. Il terrorismo, specie quello italiano degli anni '70, è una tragedia bilaterale. Non ha mai vinto nessuno. Non vince nessuno. Ma proprio per questo la grazia ci appare giusta per chiudere quegli anni. Al di là delle ombre e del merito dei processi per l'omicidio Calabresi.La grazia spazza via tutte le ombre. Restituisce la vita alla vita. Risponde ad ogni discorso sul terrorismo con un inno alla vita. Ed è il giorno in cui la politica supera se stessa e le ombre che spesso la avvolgono. La grazia ci toglie di dosso le troppe ombre che imbrigliano, come in uno specchio distorto, la libertà delle vittime e dei carnefici. Dei vivi e dei morti. Di quelli che c'entrano e di quelli che non hanno colpe. Di quelli che ricordano e di quelli che non sanno dimenticare. Di quelli che sopravvivono.La grazia - diceva Simone Weil ne "L'Ombra e la Grazia" - è "la legge del moto discendente. La pesantezza morale che ci fa cedere verso l'alto".E' come dovrebbe essere il perdonare, quando si è dimenticata la colpa. E' come rinascere. Come domandare. E' l'altra opportunità. Data a tutti.
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