Se mi aiuti, emigro.
31/08/10 15:58
di F. Belloc e
A. Nicita -
pubblicato sul sito lavoce.info
Per fermare l'immigrazione dall’Africa verso l’Europa servirebbero almeno 5 miliardi di euro all'anno di aiuti economici. Parola del Muammar Gheddafi. Tuttavia, al di là dei possibili problemi umanitari connessi con misure di contrasto indiscriminate, la relazione tra aiuti e immigrazione è tutt’altro che univoca. In linea generale, gli aiuti economici dovrebbero ridurre gli incentivi all’emigrazione e porre le basi per l’avvio di forme durature di sviluppo locale. Ma, dati alla mano, aprire il portafogli degli aiuti non basta e anzi, sotto certe condizioni, può generare effetti opposti a quelli desiderati. Continua...
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Federalismo e qualità del diritto
02/07/10 16:09
di
Antonio Nicita
Regole efficaci possono giocare un ruolo propulsivo per la crescita e la competitività. Una convinzione su cui molti economisti e organizzazioni internazionali stanno trovando sempre più punti e occasioni di convergenza. Si tratta di regole funzionali a garantire, accanto ad una elevata qualità del diritto, anche la minimizzazione del costi burocratici delle transazioni economiche. Continua...
L'economia e l'arte di rubare l'arte
20/05/10 23:34 Filed in: Law &
Economics
di Antonio
Nicita
E’ accaduto di nuovo. Come qualche anno fa con alcune tele di Munch. Questa volta è stato il turno del Musée d'art moderne de la Ville de Paris dal quale sono stati rubati cinque capolavori di Picasso, Modigliani, Braque, Léger e un Matisse, valutati in circa 100 milioni di euro. A quanto pare anche qui, come nel caso delle tele di Munch, i sistemi di sicurezza erano assai poco efficaci. "E' stupido rubare quadri così, si tratta di imbecilli e basta", ha detto Pierre Cornette de Saint-Cyr, commissario delle esposizioni del Palais de Tokyo. Si tratta davvero di un paradosso della razionalità? Perché allora si ruba l’arte famosa?
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Chi vuole davvero le liberalizzazioni? Destra e Sinistra a confronto.
28/03/10 12:18 Filed in: Law and
economics
di Filippo Belloc e
Antonio Nicita
L’ultimo aggiornamento dei dati OECD sulla condizione delle industrie a rete fornisce per la prima volta la possibilità di studiare il processo di liberalizzazione dal 1975 fino al suo compimento nei 30 Paesi più industrializzati. Incrociando questi dati con il colore dei governi, emergono nuove evidenze su come destra e sinistra si siano comportate lungo questo percorso. E c’è da stupirsi (o forse no?). USCITO ANCHE SU GOODWINBOX
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Don't cry for me Télefonica
08/01/10 00:19 Filed in: Law &
Economics
pubblicato
anche su www.crusoe.it
Il fronte che si è aperto in Argentina e che vede Telecom Italia e Télefonica contro l’Antitrust argentino è interessante sotto diversi profili. Il primo riguarda proprio l’Antitrust argentino, dormiente per molti anni nel periodo dei dissesti finanziari e oggi attivo, nel bene e nel male, nel ridisegnare la struttura dei mercati in quel paese.
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Premi al merito e merito dei premi: quando gli economisti esagerano
08/01/10 00:14 Filed in: Law &
Economics
pubblicato
anche su www.crusoe.it
Il Sole 24 Ore ha stilato la propria classifica delle dieci ‘persone dell’anno’ affidando il difficile compito ‘alle proprie firme’. La redazione de La Voce ha bacchettato il direttore Gianni Riotta, attribuendogli, ironicamente, il “Premio Indipendenza 2009”. Motivo? La scelta dei primi tre premiati (Giulio Tremonti, Sergio Marchionne, Emma Marcegaglia) sarebbe quantomeno ossequiosa nei confronti del ministro e in conflitto di interesse per Marchionne (definito come “l'amministratore delegato del più grande gruppo privato socio di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore” e per Marcegaglia (“presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore” ). Continua...
Il Nobel e l'arte della Buona Governance tra Economia e Diritto
12/10/09 22:32 Filed in: Law &
Economics

di Giulio
Napolitano e Antonio Nicita - Il
Sole24Ore 13/10/09
Nell’anno dell’esplosione della crisi finanziaria globale, arrivano due chiari messaggi dall’assegnazione del Nobel per l’economia a Oliver Williamson e Elinor Ostrom: uno per i policy makers e l’altro per la ricerca sociale. Ai primi viene ricordato che l’uso del mercato ha un costo; che l’efficiente scambio dei diritti e delle promesse contrattuali sul mercato dipende dalla qualità del disegno istituzionale e delle regole che lo governano; che vi sono valori collettivi che non possono essere soddisfatti tramite il mercato. Agli scienziati sociali è ribadita la centralità dell’approccio interdisciplinare ai confini tra economia, diritto e scienza politica. Continua...
deterrenza attesa & incentivi: il caso della patente a punti
28/03/09 14:58 Filed in: Law &
Economics
di S.
Benedettini e A. Nicita
Il post é stato pubblicato anche qui: laRepubblica.it
E’ di qualche giorno la notizia di un giro di vite sulle sanzioni in materia di sicurezza stradale. Si tratta di un pacchetto di misure che tendono a inasprire le sanzioni dopo più di 5 anni dall’introduzione della patente a punti. Nei paesi nei quali è stato introdotto, il meccanismo della patente a punti ha generalmente prodotto esiti positivi, in termini di una riduzione tendenziale sia delle infrazioni che degli incidenti.Lo abbiamo detto e scritto in diverse occasioni (M. Basili e A. Nicita): il meccanismo con cui è stata declinata in Italia la patente a punti non funziona. Oggi abbiamo i dati che ci confermano il trend e ci suggeriscono alcune spiegazioni. Continua...
scioperanti & scioperati
01/03/09 08:14 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio Nicita
Proprio nei giorni in cui il presidente della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali denunciava l’incremento degli scioperi in Italia nel settore dei trasporti nell’ultimo anno, il Consiglio dei Ministri dell’attuale governo italiano ha approvato un Disegno di legge per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone. La legge delega in particolare a disciplinare lo sciopero virtuale. Essa tuttavia presenta, alla luce dell’analisi economica degli incentivi, due problemi: il primo problema é che lo sciopero virtuale potrebbe essere reso obbligatorio per legge per talune prestazioni lavorative; il secondo problema è che, perlomeno nell’attuale formulazione, ci si limita a definire gli oneri dei lavoratori durante uno sciopero virtuale ma non anche gli oneri dei datori di lavoro. Continua...
concorrenza o abuso?
28/02/09 20:04 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio Nicita
Arrivano i primi dati. Sembra che dal 12 gennaio (debutto di Cai) ad oggi sui voli Fiumicino-Linate si sono imbarcati in media 2mila passeggeri in meno al giorno (-30% circa) mentre sui treni veloci ne sono saliti 2.300 in più (+32% con un significativo +64% per la prima classe, quella del traffico d'affari). Un trend che sarebbe destinato ad accelerare quando i tempi di percorrenza su questa tratta della Tav (oggi 3 ore e 30 minuti) si ridurranno di altri 40 minuti a fine anno e verranno lanciati servizi low-cost in seconda classe e negli orari meno appetibili. Il fenomeno può essere spiegato in due modi alternativi: come trionfo della concorrenza o come effetto di un abuso di posizione dominante. Continua...
virtual strike and real conflicts
24/02/09 09:09 Filed in: Law &
Economics
by
Antonio Nicita
In a nice article, Ian Ayres and Barry Nalebuff outlined “The Virtues of a Virtual Strike”. In the last two years Italy has registered a huge increase in striking activity, and some house representatives of both majority and opposition parties have recently presented a bipartisan bill on virtual strikes. On Feb 27th the Italian Government has approved a legislation framework introducing the virtual strike option (forcing towards virtual strike in some public services). Two recent companion papers by Nicita and Rizzolli (2009) and Innocenti and Nicita (2009), discuss pros ad cons of virtual strikes and parties' incentives to voluntarily adopt them. Continua...
Nostradamus e l'efficienza delle regole
05/12/08 17:13 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio Nicita, tratto da Il Sole 24 Ore dell'8
dicembre 2008
“Non c’era bisogno di Nostradamus per prevedere questa crisi”. E’ l’opinione del premio Nobel Stiglitz in un articolo appena uscito su The Economists’ Voice. Sebbene gli economisti siano molto più bravi a ‘prevedere’ il passato che il futuro – prosegue Stiglitz - questa crisi era facilmente prevedibile da quanti avessero manifestato un sano scetticismo verso forme violente di deregulation quale quelle promosse dal Washington Consensus negli anni passati, specie per i mercati finanziari.
Continua...
Aiutare l'auto? Perché, come, quando.
20/11/08 18:34 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
L'altro giorno ho partecipato a un dibattito televisivo per laRepubblica.it TV sugli aiuti all'auto (scaricabile qui). E mi sono convinto di alcune cose che ho poi pubblicato nel sito nelmerito.com e che qui ricopio.
Nei giorni scorsi i Ceo delle Big Three (General Motors, Chrysler, Ford) sono andati in Senato e alla Camera dei deputati USA per richiedere un prestito ponte immediato di 25 miliardi di dollari, per scongiurare – a detta loro – una delle più gravi crisi finanziarie e reali che si registrerebbe dal dopoguerra ad oggi. Questa richiesta ha lasciato piuttosto tiepidi tanto i deputati e senatori – di entrambi gli schieramenti – quanto l’attuale amministrazione in scadenza. Una delle ragioni che spingono verso un approccio prudenziale di ‘wait and see’ deriva dalla circostanza che già alla fine di settembre il congresso aveva approvato per le Big Three un finanziamento di 25 miliardi di dollari, da destinare ad un pacchetto di misure che ricomprendono ricerca e sviluppo e sostegno all’auto ecologica, ancora tuttavia rimasto sulla carta.
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Bye-bye Sherman...
30/09/08 18:02
17:37 Le regole antitrust dell'Unione europea non impediscono il salvataggio, a colpi di miliardi di euro, delle banche europee da parte dei governi. E' quanto ha assicurato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, alla televisione francese France 24. "Abbiamo accompagnato, in quanto commissione europea e con la Banca centrale europea, alcuni piani di salvataggio di banche", ha spiegato Barroso, sottolineando che le normali regole europee sugli aiuti di stato si applicheranno con una forte dose di flessibilità in più.
Il monopolio 'naturalizzato'
19/09/08 11:11 Filed in: Law &
Economics
di Antonio
C'era una volta il monopolio naturale. Si trattava del caso in cui la relazione di subadditività dei costi comportava che una sola impresa poteva profittevolmente stare sul mercato. Spesso il monopolio naturale è stato pubblico, non tanto per motivi tecnico-economici, quanto per le finalità dei servizi o dei beni venduti da quel monopolista. Un tipico esempio è dato dai monopoli pubblici nelle industrie a rete, e specie, nella fase di costruzione di quelle industrie. Tipicamente, le reti, una volta completate, hanno poi permesso una decomposizione a valle dei mercati. La rete identificata come una essential facility diventa strumento condiviso di accesso per i mercati a valle: nella parte bassa il monopolio naturale si trasforma in mercato concorrenziale, con prezzi più bassi e così via. Molte delle liberalizzazioni che abbiamo conosciuto hanno seguito questo percorso, spesso osservando campioni nazionali pubblici restare monopolisti privati.
Ebbene oggi un altro approccio, abbastanza singolare, si va facendo strada: il monopolio naturalizzato. Continua...
Black Out
15/09/08 23:02
Immaginate tre ragazzi in un pomeriggio di fine estate. Un po' annoiati, un po' in vena di scherzi goliardici. Immaginateli camminare per strada, ridendo, spingendosi, prendendosi in giro. Immaginate che entrino in un bar per bere qualcosa e che, per una goliardica sfida, decidano di portarsi via una scatola di biscotti di qualche euro e di scappare via. E poi qualche ora dopo, immaginate il ragazzo che ha preso i biscotti, massacrato di botte dai due proprietari del bar, il padre e il figlio, a spranghe. Immaginate il ladro di biscotti in una pozza di sangue. E adesso, immaginate che il ragazzo sia di un colore più scuro del vostro, come il cioccolato di quei biscotti. E immaginate come è e cosa sia diventato quel paese dove si muore per questo.
...feNice di stare lassù...?
09/09/08 12:59 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Emergono alcune cose abbastanza chiare sull'operazione fenice.
1. Nasce un monopolio tra due compagnie indebitate che però non avranno più debiti. Grandi guadagni dunque, ma nulla si sa sui nuovi investimenti. Se non si faranno (dopo 5 anni gli attuali contributors potrebbero uscire e lasciare ad altri (AirFrance?)) la nuova compagnia sarà tendenzialmente regionale e in ogni caso si porrà il problema di future alleanze-acquisizioni internazionali;
2. L'esenzione antitrust prevista vale in Italia e non a Bruxelles. Ciò significa che la Commissione Europea chiederà forti impegni concorrenziali in cambio dell'autorizzazione e che ad esempio gli slot - al contrario di quanto previsto nel decreto governativo - dovranno essere di molto sfoltiti specie nelle tratte più appetibili. Altri obblighi pro-concorrenziali potranno essere imposti (rinvio ad una mia intervista qui sul tema) e ciò potrebbe diminuire le prospettive di rendita monopolistica che oggi attraggono i nuovi proprietari;
3. Come ha scritto su Repubblica il Prof. De Cecco e come precisa sul sito I-com il Prof. LIbertini, il precedente Alitalia rischia di modificare pesantemente il modo in cui tratteremo in futuro casi analoghi di salvataggio 'a carico dello stato' e in violazione dei principi comunitari degli aiuti di Stato;
4. Come ha sostenuto il Prof. Alesina, la disciplina del fallimento, seguita ad esempio da Air Suisse in passato, sarebbe stata più chiara anche per il mercato e avrebbe lasciato al mercato la selezione di veri investitori;
5. Sotto il profilo sociale gli esuberi attesi sembrano in linea con quelli richiesti a suo tempo da Air France
6. C'è chi suggerisce che l'interesse di alcune banche derivi dal fatto che esse sono creditori di Air One e che quindi questa operazione serva più a salvare Air One (e le banche) che non Alitalia, lasciando mal presagire sull'effettivo interesse ad investire nel settore;
7. Il governo di centro sinistra proponeva una soluzione di mercato, quello di centro destra propone un pesante e inedito intervento pubblico. Col tempo sapremo chi aveva ragione, ma oggi registriamo quest'altra stranezza italiana dei ruoli invertiti tra i due poli.
8. Non è chiara la politica nazionale sugli hub, ma c'è chi sostiene, forse non a torto, che la soluzione zero hub è quella geograficamente idonea per l'Italia.
9. I punti millemiglia restano (e questo è quello che mi interessa di più
10. I tedeschi stanno già accusando l'Italia di fare una bancarotta fraudolenta 'di Stato'. Ma Tajani è sereno, dice il portavoce.
Tutti pazzi per Amy (la pazza)
18/07/08 01:18
di Antonio
Posso dirlo? Sono pazzo di lei. Che poi è una vera pazza. Ogni giorno ne fa una. Quasi anoressica. Salta tra alcol e vari tipi di droghe. Un pessimo esempio. Un simbolo negativo. Si muove da ubriaca. Sembra non sappia cosa dice quando canta. Ha uno sguardo strano e un po' ebete. Un naso enorme. Le manca qualche dente. Ha le ginocchia storte. E' pure razzista. Si monta sopra la testa una specie di parruccone da Simpson. Picchia i suoi fan ai concerti. Poi si spengono le luci e inizia a cantare, a scivolare distratta sulle note, come un noioso compito che si deve fare per forza. Ed è un piacere per le orecchie. Quella versione di Roundmidnight poi...
Università & Contraddizioni
17/07/08 10:38 Filed in: Politics
di Antonio
Sul Sole di ieri vi era il dibattito sulla trasformazione in Fondazioni delle Università. I favorevoli vedono nell'ingresso di capitali privati la possibilità di una maggiore flessibilità gestionale e la capacità di modulare stipendi e prestazioni in modo da attrarre capitale umano qualificato e pagare meglio chi merita. I critici vedono nella 'privatizzazione' delle Università il rischio che la cultura diventi market driven, con tutti i rischi che ciò comporta. Naturalmente non basta dibattere le idee, perché questa è la tipica idea il cui contenuto dipende largamente dalle modalità di attuazione, dai controlli e dalle prospettive. Se pensiamo all'eccellenza, al confronto internazionale, insomma a meccanismi virtuosi, ci starebbe bene il modello delle Fondazioni e il pensiero correrebbe subito alle principali Università Usa. Se tuttavia pensiamo all'incredibile moltiplicarsi si esperienze locali sconosciute di Università simili alla 'pensione miramare' la cosa fa rabbrividire. E allora suggerirei un sistema a due velocità, a due tappe. Sperimentiamo il sistema di fondazione soltanto con le migliori università e consorziandole per aree territoriali. E poi vediamo che succede. A fronte di ciò tuttavia, leggiamo che il MInistro dell'Economia e quello dell'Università annunciano tagli pazzeschi, rallentando oltre modo il turnover. Si parla adesso di due nuove assunzioni/promozioni ogni 10 che vanno in pensione. Ma davvero è cosi che si pensa di rilanciare l'Università?
L'Italia a rischio
11/07/08 14:12 Filed in: Law &
Economics
Tra intercettazioni, girotondi, scissioni consumate e annunciate, immunità, stiamo perdendo dal dibattito politico la cosa più importante. Aumenta il debito pubblico, aumenta l'inflazione, calano i consumi, aumentano i tassi d'interesse, aumenta il petrolio, cala il dollaro, cala la produzione nazionale. La stagflazione da inflazione importata è una delle bestie peggiori. Siamo davvero - come mai negli ultimi 15 anni - alla vigilia di una crisi gravissima, a meno di shocks positivi (una improvvisa impennata del dollaro) che possano invertire una tendenza nel breve periodo. Forse è un tempo in cui parlare d'alberi è un delitto. Ma non vedo all'orizzonte grandi piani di sviluppo e di discontinuità...
7 domande su Google-Yahoo
17/06/08 06:28 Filed in: Law &
Economics
di Antonio
Dopo mesi in cui Yahoo ha provato a spuntare un prezzo più alto per la 'scalata' di Microsoft, un prezzo più alto del già incredibile alto prezzo della offerta di Gates, arriva la notizia di un accordo orizzontale con Google. Dal punto di vista della logica economica e industriale, la cosa sorprende perché si sostituisce una concentrazione verticale con un accordo, apparentemente tecnico, di natura orizzontale tra due concorrenti.Dal punto di vista antitrust, possono emergere alcuni problemi: a meno che non sia un 'commitment' apparente da parte diYahoo per alzare il prezzo di vendita futura. Sia come sia, l'American Antitrust Institute ha formulato al Dipartimento di Giustizia americano, 7 domande in merito all'accordo Continua...
Il caos calmo del lago
21/04/08 12:27
di
Antonio
Si sono scontrati al David di Donatello due bei film italiani: Caos Calmo e la Ragazza del Lago. Ha prevalso quest'ultimo nei premi, ma io ho trovato entrambi interessanti come film e come sceneggiatura, avendo anche letto il libro di Veronesi. Per un certo verso, sembrano quasi un unico film, nel senso che hanno al centro - tra le altre cose - il rapporto genitori-figli, direi il rapporto padre-figlio. Al maschile. La paternità come scoperta e come avventura incompiuta. Raccontata come viaggio intimistico. Continua...
Si vota. Si cambia?
11/04/08 14:36
Sea/Alitalia: un caso di hold-up?
20/03/08 19:15 Filed in: Law &
Economics


di
Antonio
Quando i contratti sono incompleti, la parte che realizza investimenti specifici o irreversibili nella transazione di riferimento si espone al rischio di interruzione o di rinegoziazione unilaterale del contratto. Molte teorie economiche ci spiegano che, in questi casi, per evitare il rischio di opportunismo ex-post, conviene trasformare una relazione contrattuale in una relazione integrata d'impresa. Tanto tempo fa le compagnie aeree possedevano o controllavano pezzi strategici degli aereoporti. Ragioni antitrust e di politica della concorrenza hanno portato alla separazione verticale e a contratti incompleti, proprio come quello tra SEA e Alitalia. Continua...
Programmi e copertura
16/03/08 17:37 Filed in: Politics
di Ant
E’ vero: i programmi di PD e di PDL hanno alcuni punti in comune. Di per sé ciò dovrebbe rassicurare l’elettorato in merito alla circostanza che, chiunque vinca, alcune cose verranno fatte in ogni caso. Inoltre è stato compiuto uno sforzo, di per sé apprezzabile ma ad oggi poco verificabile, in merito alla copertura finanziaria. Perché entrambi i programmi promettono molto incluso un programma di riduzione fiscale abbastanza rilevante. Continua...
Premi selettivi alle Università?
10/03/08 16:38
di
Antonio
I rettori di una parte degli atenei italiani qualche giorno fa hanno firmato una lettera nella quale chiedono che si passi ad una forma di finanziamento selettivo sulla base della qualità dell'insegnamento e della ricerca. In Germania, quasi due anni fa, sono stati assegnati i contributi della cosiddetta “Iniziativa dell’eccellenza” (Exzellenzinitiative) per la ricerca alle università.
L'iniziativa del governo Merkel prevede di distribuire, oltre i fondi normalmente assegnati, 1,9 miliardi di Euro nel quinquennio 2006-2011.
I fondi sono destinati a tre linee:
circa 40 scuole di specializzazione e ricerca post-laurea, con una dotazione di 1 milione di Euro all’anno
circa 30 cluster di eccellenza (reti tra le varie facoltà all’interno di una università e con altre università per permettere delle ricerche di punta interdisciplinari), con 6,5 milioni di Euro all’anno
circa 5 università di elite, con un finanziamento per progetti indirizzati a concetti per il futuro della ricerca
Per poter diventare università di elite, essa deve avere una scuola di specializzazione post-laurea e almeno un cluster d’eccellenza.
Mi pare che l'esempio tedesco sia un buon punto di riferimento. Non è possibile avere un ateneo in ogni città, o quantomeno si abbia la forza di distinguere i vari livelli degli atenei italiani e il peso relativo delle rispettive lauree, dottorati etc nei cv degli studenti.
La scomparsa del mondo
23/02/08 04:05 Filed in: Politics
di
Antonio
Si parla di molte cose in questa campagna. Dodici punti il PD. Abbastanza chiari, ma aspettiamo di leggere le 30 pagine cui ha lavorato anche Morando, assieme ad altri economisti. Il PDL ancora un programma non ce l'ha, ma aspettiamo di leggerlo. Si accusano di copiarsi. Anche Hillary lo fa con Obama. Di per sé, dovrebbe essere una circostanza che dovrebbe portare a dire che almeno alcune cose si faranno, chiunque vinca. Ma non é detto. Eppure leggendo i giornali, gli effetti mediatici, le candidature ad effetto, forse troppo effetto, ci si accorge che manca qualcosa. C'è troppa Italia. Liste, listini, listoni, apparentamenti, sondaggi. Manca qualcosa soprattutto a sinistra ed è davvero strano nei giorni in cui si proietta il film tratto dal bel libro di Veltroni sull'Africa. Manca il mondo. Lo sguardo oltre noi. Veltroni aveva citato l'Africa nel suo bel discorso del lingotto, leggendo una lettera di una ragazza romana prematuramente scomparsa. Eppure sono i giorni in cui dal Kenya al Darfur, alla Repubblica del Congo dove oltre all'Ebola adesso c'è il colera, arrivano lentissime e piccolissime le notizie di nuove morti. Tante, troppe. Come dice Sofri, il prossimo è sempre più vicino, ma è scomparso il mondo da questa campagna elettorale. Dov'é l'Africa Walter? Dio è ancora malato.
Il lavoratore e il suo doppio
18/02/08 19:35
di Antonio Nicita, da Il Riformista 22/02/08
Walter Veltroni lo ha ripetuto molte volte in questi giorni, segnando un solco sempre più profondo con la Sinistra di Bertinotti: l’imprenditore è un lavoratore. Di per sé, questa affermazione ha il sapore di una tautologia o di comune buon senso. In realtà, segna un piccola rivoluzione e marca definitivamente il superamento di un’ambiguità e di un antico retaggio della sinistra italiana. Quella che Giddens chiamava la strutturazione delle classi sociali nel Novecento, vedeva infatti insanabilmente contrapposti i capitalisti, ‘padroni’ appunto del capitale e i lavoratori, padroni soltanto della propria forza lavoro scambiata sul mercato. Continua...
Se il mercato politico diventa concorrenziale...
16/02/08 23:52 Filed in: Politics
di
Antonio
Quasi ci siamo. Si delineano cinque/sei blocchi caratterizzati da una certa omogeneità interna. Oggettivamente è un risultato positivo da riconoscere a Veltroni, al di là del fatto che fosse o meno una scelta obbligata. L'uscita 'volontaria' dell'UDC dal PDL e la probabile lista di centro con UDEUR e Rosa Bianca schiaccia a destra il PDL, sebbene a sua volta La Destra lo rispinga un po' più al centro. L'ostinazione di Veltroni e il decisionismo di Berlusconi - probabilmente dettato dalla convinzione di farcela in ogni caso - hanno positivamente semplificato il quadro, rendendo meno efficace il veto dei piccoli partiti e più concorrenziale il mercato politico. Continua...
Google, Yahoo e gli altri
15/02/08 13:38 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Microsoft vuole acquistare Yahoo offrendo una cifra giudicata da taluni spropositata. Yahoo si permette di rifiutare. E avvia contatti con Disney e con NewsCorp. Microsoft rilancia e aspetta. Intanto Google annuncia uno smartphone che dovrebbe concorrere con I-phone e acquista YouTube. Che sta succedendo? Qui alcune riflessioni in una mia intervista a LiberoMercato a cura di Federico Unnia.
Riforme istituzionali liberali
28/01/08 10:56 Filed in: Law &
Economics

Non c'entra l'essere di destra o di sinistra. C'entra l'essere liberali. Credere in una società dove i diritti e le regole evitano l'abuso del potere pubblico o privato. Sono già 14 anni di conflitto di interesse, di uso distorto della televisione e della informazione (sia pubblica che privata), di dominanza nella raccolta pubblicitaria televisiva. Le intercettazioni di Deborah Bergamini da un lato, quelle di Agostino Saccà dall'altro confermano questo quadro. Non si può pensare di arrivare al 2013 con un ventennio di conflittto di interessi e di dominanza televisiva irrisolti. Per questo tra le riforme istituzionali è fondamentale inserire conflitto di interessi e riforma del sistema radiotelevisivo e della rai. Una riforma europea e non penalizzante né per Mediaset, né per l'attuale opposizione. Una commissione di saggi internazionali, con ex- commissari europei della concorrenza di destra e di sinistra. Si dia un mandato a Marini. Con l'assenso 'istituzionale' dei senatori Andreotti, Scalera, Dini, Fisichella, Pallaro e con il voto 'liberato' di Marini, il nuovo governo raggiungerebbe 162 voti al senato più eventuali appoggi esterni. Si proceda. E tra un anno al voto congiunto con le europee.
Patente a punti: qualche dato. E una teoria.
25/01/08 09:49 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio & Marcello
A distanza di quattro anni dall’introduzione (1 luglio 2003) del meccanismo della patente a punti (art. 126-bis CdS), in base al quale a ogni conducente viene attribuito uno stock di 20 punti da decurtare nel caso di infrazioni, il decreto agostano del Ministro Bianchi, convertito nella legge 160 nel mese di ottobre, ha modificato alcune norme del CdS, inasprendo le sanzioni, anche accessorie, che colpiscono chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, chi supera di oltre 60 kmh i limiti di velocità o chi utilizza il cellulare o cuffie alla guida. Le modifiche introdotte dalla legge 160 del 2007 nascono dalla constatazione della progressiva inefficacia del meccanismo incentivo-compatibile messo in atto in Italia con il sistema della patente a punti. Sulla base dei dati riferiti alla RETE STRADALE E AUTOSTRADALE dell’attività DELLA POLIZIA STRADALE emerge il seguente quadro ricco di luci e ombre.
Continua...
Crisi&Referendum. L'appello di NoiseFromAmerika
21/01/08 21:43 Filed in: Politics
E addio ai partitini dell'1 e qualcosa. E però primarie, preferenze e, se Dio vuole, una nuova generazione al governo senza complessi nei confronti del passato, comunista o meno, o delle diverse chiese, senza conflitti di interesse, senza passerelle, senza pastarelle, senza vittime, senza eroi. ECCO L'APPELLO DI NOISEFROMAMERIKA
Quando le esternalità si 'abbattono' sul serio...
16/01/08 18:36 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Coase suggerisce che le esternalità sono sempre reciproche. Ci sono scambi di utilità che non passano dal mercato e che provocano effetti positivi per alcuni e negativi per altri. Il bene 'panorama' è uno di questi. Che fare se, anno dopo anno, i vicini costruiscono intorno o piantano alberi che impediscono al first comer di godere del panorama? La risposta dipende dal grado di 'completezza' originaria dei diritti. Un tizio in Arizona è stato condannato penalmente perché ha abbattuto di notte più di 500 alberi che gli coprivano il panorama, per il quale anni prima aveva comprato una casa in una certa zona. Pare che "quando il giudice Donald Mosley lo ha spedito in prigione, stupefatto, ha cominciato a gridare: "Ma io non sono una persona cattiva, sono una persona perbene, volevo solo un panorama"... Continua...
Lavoro e Dualismo
14/01/08 09:09
di Scrooge
Come già più volte notato da (tra gli altri) il Prof. Boeri e il Prof. Ichino, il mercato del lavoro italiano è fortemente duale. Da una parte ci sono gli outsider, cioè chi cerca un’occupazione e chi pur avendone una ne cerca una più stabile e tutelata, e gli insider, chi ha un contratti di lavoro cosiddetto tipici (le “vecchie” tipologie a tempo determinato e indeterminato). Questo dualismo, che colpisce particolarmente i giovani, non può essere considerato un problema marginale. Continua...
Il bloggo dello scrittore?
12/01/08 13:38 Filed in: Personal
di
Antonio
Eccoci. No. Non é il "bloggo" dello scrittore, ma il post-partum o dovrei dire il "post-arrivum" dei piccoli, che hanno assorbito tutto il tempo di mamma e papà. Ma un blog è un blog, giustamente. E quindi si riparte. Potrei dire molte cose, del tipo: "ta-ta-ta", o "ba-ba-ba" - non per slancio neo-futurista, ma perché é quello che sento da mane a sera. Potrei intrattenervi sulla metafora dei Teletubbies, su questo mondo incantato neo-comunista dove sorge il sole felice, c'è solo tempo libero e 'tante coccole', tutto é condiviso e non si capisce se esiste una famiglia o quale é il sesso dei tubbies. Oppure sul prezzo del latte artificiale. Sulle telefonate che ricevo di moltissimi genitori adottivi in attesa da anni che mi chiedono informazioni. Del progetto che sto cercando di far finanziare in Congo nel Kasai. Di Obama. Oppure di cose economiche meno divertenti ma importanti: l'alto prezzo delle case, la crisi continua dei rifiuti, i bassi salari ecc. Vedremo. Prima di un nuovo post, dovrei tagliarmi i capelli. C'è pronto un pezzo di Massimilano che postiamo domani. Per il resto bentrovati e auguri a tutti noi. O dovrei forse e meglio dire: 'taaaante coooccole'...
Wi-Max & Max Why
13/11/07 19:09 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Ci risiamo. Beppe Grillo ha lanciato un vago appello sulla prossima gara wi-max. Come è già avvenuto in passato su questo blog, anche qui è necessario ribadire che molte informazioni, impostazioni e conclusioni che - confusamente - Beppe Grillo riporta sul pur complesso settore delle comunicazioni sono malposte ed errate sia sotto un profilo giuridico che dal punto di vista economico. Se non altro perché confondono competenze di Governo, Autorità e Commissione Europea. Stay tuned su questo sito, tra pochi giorni spiegherò umilmente dove e perché Grillo secondo me sbaglia, ahimé, ancora una volta, quantomeno il bersaglio. Re-invio ad una mia intervista sul nuovo numero del Corriere delle Comunicazioni
Romeni in Italia
06/11/07 08:49 Filed in: Law &
Economics
di A.
S (dottoranda romena senese in Italia)
Chiariamo intanto una cosa: la chiusura delle frontiere con la Romania, auspicata negli ultimi giorni da alcuni politici italiani, è una misura che, semmai, avrebbe potuto avere un senso (in determinate condizioni) prima dell’adesione di detto paese all’Unione europea. Sembra che la politica italiana abbia scoperto con stupore negli ultimi giorni che in Italia ci sono tanti romeni. Ma saranno qui da ieri, o saranno arrivati continuativamente dall’ultima metà degli anni Novanta in poi? Continua...
L'alto prezzo del petrolio
04/11/07 07:58 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
C'è un piccolo paradosso italiano. Mentre l'euro si rafforza con il dollaro, cresce il prezzo retail del carburante. Soprattutto in Italia. E come sempre accade in questo mercato, i concorrenti allineano prezzi e rincari. Bersani non ha mancato di far notare l'episodio 'segnalandolo' in via ufficiale al Presidente antitrust. Dal canto suo, in diverse occasioni nel passato, l'antitrust è intervenuta contro la pratica concordata delle compagnie petrolifere di allineare i prezzi, in particolare intervenendo sul meccanismo 'verticale' di coordinamento orizzontale dato dai contratti con i distributori. La liberalizzazione Bersani avrebbe dovuto incoraggiare la nascita di nuovi distributori specie presso supermercati, come strumento di disciplina dei prezzi. Anche le misure che prevedono obblighi di trasparenza sui prezzi praticati non sembrano aver indotto il consumatore a 'elasticizzare' la propria domanda rispetto al prezzo. E allora, che fare? Dobbiamo rassegnarci alla dominanza oligopolistica?
Chiedimi se sono felice
20/10/07 12:46 Filed in: Personal
Il premio Nobel per l'Economia a Alchian, Demsetz e Williamson
12/10/07 15:08 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Che ne dite? fate i vostri pronostici. Lunedi, sapremo tutto. Altre previsioni in questo'altro sito che dicono Tullock e altri.
Recuperando la tradizione di pensiero di Coase e di Simon, Williamson e l'approccio della Transaction Costs Economics (TCE) si concentrano sui costi di enforcement come elemento distintivo e determinate della teoria dell’impresa. Secondo Williamson, l’organizzazione d’impresa avrebbe lo scopo di creare un sistema di governance delle transazioni capace di minimizzare tanto i costi di transazione ex-ante (ovvero i costi di agenzia), quanto i costi di transazione ex-post (ovvero i costi di enforcement), con la finalità di “gestire linee di prodotti diversificati e secondariamente […] di agevolare il trasferimento della tecnologia”. Continua...
Economisti e Legge 30: What's Left?
09/10/07 22:32 Filed in: Law &
Economics
di
Antonio
Vorrei tentare - molto timidamente - di dare un quadro variegato, micro-fondato, di ciò che gli economisti 'dovrebbero' dire della legge 30. Chiamiamola cosi. Non per non ricordare un martire della banalità cieca del male. Ma perché discutere una legge che porta - postuma - il nome di un martire crea disagio in chi la discute. Biagi era un autorevole docente universitario e sono sicuro che avrebbe amato che le sue idee o l'applicazione - integrale o parziale - delle stesse venissero discusse con onestà intellettuale. Tante cose sono state dette. Manca tuttavia ancora qualcosa, mi sembra. Continua...
Nomadi bambini: che fare?
07/10/07 13:45 Filed in: Politics
di
Antonio
Non si tratta di imporre visioni moderniste o di riproporre il dibattito cittadinanza-laicità versus diversità etnica-religione. Non si tratta di velo e di crocifissi. In Italia ai bambini che vi risiedono vanno garantite le stesse opportunità. Con politiche forti di solidarietà contro la povertà a livello nazionale e soprattutto comunale. Ma non si può accettare che qualcuno - rom o meno - utilizzi i figli elemosinanti come strumento di sopravvivenza. Spesso a famiglie che dimostrano di non possedere i requisiti adatti si sottraggono - temporaneamente o permanentemente - i figli per assicurare loro un futuro dignitoso. Perché fare allora una eccezione per le famiglie rom? La cultura nomade deve prevalere sui requisiti minimi di cittadinanza? Io sto con il sindaco di Livorno che dice... Continua...
Senza LUMen
26/09/07 12:01 Filed in: Politics
Uno dice: non ci credo! E invece è cosi: c'è una università mediterranea privata che rilascia titoli dal 2000, ha sede in un centro commerciale, aspira a creare 'manager nel meridione'! Il suo fondatore é scomparso e il suo successore é....il figlio...laureato da poco...indovinate dove...proprio alla LUM. Ma non é questo il punto: c'è un ricercatore di sociologia non confermato che rischia il posto per presunto 'assenteismo' (mica c'è un cartellino?)...in realtà si scopre dalla versione del ricercatore, che il giovane ricercatore si é rifiutato con il NUOVO rettore (figlio) di scrivere un libro elogiativo sul VECCHIO rettore (padre). I sociologi italiani sono in rivolta. Continua...
Taking Grillo Seriously?
21/09/07 12:52 Filed in: Politics
di
Antonio
Poi finisce sempre così. I media tradizionali prima ignorano quello che succede nella rete e poi, quando i fenomeni scappano dalla rete e diventano reali, ne diventano ossessionati. Al di là di come ciascuno la pensi sul V day, non è serio passare dalla totale indifferenza all'ossessione. Giornali, telegiornali, talk show parlano solo di Grillo. Io ho mixed feelings. A chi interessa, scrivo qui cosa condivido e cosa no di ciò che è successo prima, dopo e durante il V day. Continua...
Microsoft's abuse makes history in Antitrust
17/09/07 11:57 Filed in: Law &
Economics
by
Antonio
Today the ruling by the Court of First Instance has upholded the European Commission’s 2004 decision on Microsoft's abuse of its dominant market position and confirmed the totality of the fine imposed which amounts to €497 million. This decision confirmed a new antitrust approach to abuse of a dominant market position (Article 82), that of 'defensive leveraging'. From a competition policy perspective, under certain conditions, the refusal by a dominant firm to provide access to an entitlement protected by an intellectual property right, representing an essential facility necessary to enter downstream markets, may be considered an abuse of dominant position, thus sanctioned by antitrust law, in the form of a defensive leveraging. Continua...
...inizio la trilogia di Stieg
Larsson.


