Paga sempre Pantalone?

di Marcelus
Così mia nonna chiosava le contenute proteste dei figli per i frequenti, forse troppo frequenti, regali agli amati nipoti. Lo stesso commento mi pare si possa estendere alla soluzione dei problemi (quali?) generati dall’adeguamento a GERICO 2007 dei contribuenti che beneficiano dei famigerati studi di settore e degli indicatori di normalità economica.
Gli studi di settore introdotti nel 1993, è bene ricordarlo, sono uno strumento di accertamento e non come ha giustamente ricordato il vice ministro Visco, una minimum tax, infatti qualora si manifestino delle discrepanze tra ricavi dichiarati e ricavi presunti sulla base degli studi di settore, l’Agenzia delle Entrate può provvedere a un accertamento analitico presuntivo, non all’invio di una cartella esattoriale.
A questo punto mi chiedo dov’è il problema in un Paese in cui l’evasione fiscale raggiunge il 27% del PIL?
Nel corso degli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha sottoposto tutti i dipendenti dell’istituzione presso cui sono occupato a due controlli, richiedendo scontrini farmaceutici, fatture mediche e notule di compensi, il più delle volte per valori complessivi inferiori a 10 mila euro, con risultati ovviamente modesti, visto che la gran parte dei dipendenti ricorre all’assistenza fiscale dell’istituzione stessa (CAF). Tuttavia non ho visto nessuno stracciarsi le vesti per questa azione, anzi ……..
Cosa è accaduto invece per gli studi di settore. Partiamo dalla fine. Il governo ha introdotto una serie di modifiche (leggi più correttamente sconti) che rendono il costo di adeguamento inferiore per valori compresi tra il 10 e il 50% dei risultati prodotti da Gerico, che per circa 150 mila contribuenti diventa uno sconto del 100% (stime il Sole 24 Ore). Senza entrare nei dettagli, per i quali vi rinvio ai dati Sose, vi rammento solo che per il 2005 dalle dichiarazioni emerge che (valori medi):
persone fisiche: redditi dichiararti congrui (39,4%) 32,7 mila euro; redditi non congrui (53,8%) 11,4 mila euro; redditi marginali (6,8%) 8,9 mila euro;
società: redditi dichiarati congrui (46,9%) 61 mila euro; redditi non congrui (53,1%) 8,9 mila euro.
Infine vorrei ricordare che i contribuenti soggetti agli studi di settore, possono mettersi al riparo dai controlli scegliendo la via dell’attestazione, cioè attraverso la preventiva dichiarazione dell’esistenza di cause che giustifichino lo scostamento dai risultati di Gerico.
Riassumendo per giorni si è assistito al linciaggio mediatico di un vice Ministro della Repubblica il cui unico torto è quello di voler promuovere una lotta all’evasione fiscale almeno, dico almeno, credibile.
Cosa ha fatto il Governo l’ho appena ricordato, cosa avrebbe potuto fare, questa è un’altra storia. Forse ricordare che è intollerabile socialmente che un metalmeccanico dichiari, in media, al fisco più di un gommista, di un idraulico, di un parrucchiere, di un agente di commercio, di un titolare di lavanderia o tintoria, e ironia della sorte, più di uno studio legale.
Forse la differenza tra il governo di Gordon Brown e quello di Romano Prodi (o di Walter Veltroni) è tutta qui, ma scusate se non mi sembra poco!
Marcellus
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