No Smoking at the Beach: é iperpaternalismo?
20/06/06 10:58 Filed in: Law & Economics
"Sto qua, con le quattro capriole di fumo", scriveva Ungaretti. Ma il sigaro Toscano non è come gli altri sigari. Meno dolce. Pesante. Se, per sbaglio, lo respiri ti senti morire. Però è un compagno di pensiero. Si accende e si spegne. Si riaccende. Ti sta accanto, a segnare l'intermittenza dei tuoi pensieri. Tutti i fumatori di toscano sanno che è un meccanismo per pensare. Impossibile fumarlo (e spegnerlo e riaccenderlo) senza che ci sia un pensiero ad alimentarlo. E' il contrario della sigaretta. Quella è una pausa. Il toscano no. C'è una continua fumosa corrispondenza tra i pensieri e il fumarsi un toscano. I pensieri sono tortuosi, spezzati. Si accendono e si spengono. In questo il toscano è diverso dal cubano, ottimo anche lui, ma che non può essere spento e riacceso senza distruggerne l'aroma. Il toscano è divenuto da diversi anni il mio fedele compagno (con rassegnata solidarietà di mia moglie), e me lo porto in giro, a spasso per il mondo. A Parigi, che se ne intendono, puoi fumarlo nei ristoranti più chic. A S. Francisco, un poliziotto mi ha fermato, seduto in un bar all'aperto in una giornata di sole, dicendomi: "ehi this is a no smoking area". Non era una battuta. Diverse Contee negli Stati Uniti hanno imposto la 'no smoking area' in tutte le spiaggie. Moltissime sono in California, alcune in Texas. Dopo diversi anni di pressione culturale, a livello statale e federale, l'idea si trasforma in legge: è vietato fumare nelle spiagge. Due sono le motivazioni generalmente addotte. La prima si riferisce alle cicche. Costituirebbero la principale fonte di rifiuti delle spiagge, una media di 300.000 al giorno, secondo alcune stime. Ciò costituirebbe una fonte di inquinamento delle spiagge e una spesa pubblica elevata. La seconda ragione è quella nota del fumo passivo, anche in spiaggia, con la brezza marina che in California fa alzare le onde per la gioa dei surfisti.
Sinceramente, le due motivazioni appaiono deboli.
La prima è debole perché la spesa pubblica o privata per pulire le spiagge è indipendente dal tipo di rifiuto. Si spenderebbe comunque la stessa cifra impegnata per la raccolta delle biodegradabili cicche per raccogliere più inquinanti lattine, bottiglie di plastica, sacchetti vari. Il divieto colpisce i fumatori ecologici che usano i portaceneri e non punirebbe gli inquinatori non fumatori. Ma anche la seconda ragione non è convincente. Il fumo passivo produce i suoi effetti - a volte controversi - in ambienti chiusi dove è difficile o insufficiente il ricambio d'aria e dove non è possible per i non fumatori sottrarsi all'inquinamento passivo. Avete presenti le spiagge americane? C'è qualcosa di più largo e lungo? Avete presente il vento che soffia sull'oceano? E allora da dove nasce il nuovo divieto? Forse nasce dal divieto stesso. Non più lo Stato paternalista che vuole proteggere la tua salute con informazioni, disincentivi, ma lo Stato iperpaternalista che decide per tutti. Non ti dice come proteggerti, ma decide quanto proteggerti.
Forse presto non dovremmo più nemmeno vedere all'ingresso dei grattacieli gli impiegati fumarsi sigarette e ossido di carbonio delle auto se si afferma l'idea che l'aria in quanto tale diventa un bene pubblico da tutelare per sé, indipendetemente dalle effettive esternalità prodotte. E se questo è vero, l'aria è pubblica non solo sulle spiagge ma anche sopra ogni proprietà, compreso quella privata. Al riguardo, la penso come Robert A. Levy su questo: " Ordinarily, in a democracy, we let the political process set restrictions on the use of public property. But there are limits on the exercise of political power. Under our constitutional system, a nonsmoking majority cannot arbitrarily stamp out the rights of a smoking minority. For a regulation to be legitimate, there must be a good fit between the regulation and the goal it seeks to accomplish. Government, not secondhand smoke, is polluting the beaches. Surely we can protect the legitimate rights of non-smokers without prohibiting smokers from relishing an occasional cigarette by the sea".
Ehi, nel frattempo mi si è spento il toscano. Lo riaccendo.
Sinceramente, le due motivazioni appaiono deboli.
La prima è debole perché la spesa pubblica o privata per pulire le spiagge è indipendente dal tipo di rifiuto. Si spenderebbe comunque la stessa cifra impegnata per la raccolta delle biodegradabili cicche per raccogliere più inquinanti lattine, bottiglie di plastica, sacchetti vari. Il divieto colpisce i fumatori ecologici che usano i portaceneri e non punirebbe gli inquinatori non fumatori. Ma anche la seconda ragione non è convincente. Il fumo passivo produce i suoi effetti - a volte controversi - in ambienti chiusi dove è difficile o insufficiente il ricambio d'aria e dove non è possible per i non fumatori sottrarsi all'inquinamento passivo. Avete presenti le spiagge americane? C'è qualcosa di più largo e lungo? Avete presente il vento che soffia sull'oceano? E allora da dove nasce il nuovo divieto? Forse nasce dal divieto stesso. Non più lo Stato paternalista che vuole proteggere la tua salute con informazioni, disincentivi, ma lo Stato iperpaternalista che decide per tutti. Non ti dice come proteggerti, ma decide quanto proteggerti.
Forse presto non dovremmo più nemmeno vedere all'ingresso dei grattacieli gli impiegati fumarsi sigarette e ossido di carbonio delle auto se si afferma l'idea che l'aria in quanto tale diventa un bene pubblico da tutelare per sé, indipendetemente dalle effettive esternalità prodotte. E se questo è vero, l'aria è pubblica non solo sulle spiagge ma anche sopra ogni proprietà, compreso quella privata. Al riguardo, la penso come Robert A. Levy su questo: " Ordinarily, in a democracy, we let the political process set restrictions on the use of public property. But there are limits on the exercise of political power. Under our constitutional system, a nonsmoking majority cannot arbitrarily stamp out the rights of a smoking minority. For a regulation to be legitimate, there must be a good fit between the regulation and the goal it seeks to accomplish. Government, not secondhand smoke, is polluting the beaches. Surely we can protect the legitimate rights of non-smokers without prohibiting smokers from relishing an occasional cigarette by the sea".
Ehi, nel frattempo mi si è spento il toscano. Lo riaccendo.
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