Sanzioni Micro(e)Soft

di Antonio Nicita
Qualche giorno fa la Commissione Europea ha nuovamente imposto una sanzione monetaria nei confronti della Microsoft per inottemperanza ai precedenti impegni/obblighi assunti in sede di decisione di un caso per abuso di posizione dominante. La nuova sanzione monetaria ammonta a 280 milioni di euro e si aggiunge alla precedente, con il rinnovato invito/imposizione a "disclose complete and accurate interface documentation which would allow non-Microsoft work group servers to achieve full interoperability with Windows PCs and servers".
Al di là del caso antitrust e dal dibattito che esso ha suscitato che si riferisce al tema dell'exclusionary bundling di una impresa dominante che possiede uno standard divenuto essential facility (un tema da qualcuno riferito anche all'emergente mercato I-tunes/I-Pod, come nel post precedente), si pone il tema più generale dell'efficacia delle sanzioni monetarie in Anti-trust. Per i soggetti dominanti pluriennali esse non sembrano agire da deterrente. E poiché gli abusi commessi da tali soggetti sono quasi sempre di natura escludente, ne consegue che un fallimento delle politiche antitrust e regolatorie nell'incrementare la concorrenza nel medio-lungo periodo. Il tema che si pone al dibattito è quello di forme composite di sanzioni - monetarie e non monetarie - senza arrivare necessariamente a imporre sanzioni di tipo penale in capo ai managers.
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