L'Italia perduta in una piccola storia
16/06/07 16:08 Filed in: Personal
di AntonioQuesta devo proprio raccontarla. E' una piccola storia, svelatami l'altro giorno. Quella storia e la circostanza che ne ha generato il racconto sono un incredibile paradigma dell'Italia, confusa, perduta e un poco ritrovata, che viviamo. Ci sono tutti gli ingredienti: dal monopolio Telecom alla revenchismo cattolicista, dal divario Nord-Sud alle politiche per il Mezzogiorno, dalla strategia di Lisbona alla Sacra Rota. Tutto comincia da Telecom, che senza preavviso mi stacca il telefono e internet, per una presunta bolletta non pagata del 2003....
Allora. Telecom mi stacca il telefono e io chiamo prontamente Fastweb che in meno di una settimana mi manda l'operatore che mette su la scatoletta. Sono in ADSL, ma gli faccio notare sotto la mia finestra il tombino Fastweb con sotto la fibra ottica. Conosco la risposta: un conto è usare i vecchi cavidotti del progetto socrate di telecom, altro è fare le canaline verticali nei palazzi. Aspettiamo che gli svizzeri mettano un po di soldi in Fastweb. Morale: tengo per ora la parabola e Sky. Il digital divide! Ad un certo punto l'operatore mi dice, "comunque io non sono un esperto di ste cose". E continua: "io, in realtà, ci avrei un altro mestiere. Bellissimo. D'oro". Ohibò, io e Titti ci incuriosiamo, e che mestiere sarà mai? Vuole fare l'attore, il regista, lo scrittore, l'artista, il fotografo? "Io sono un macellaio" risponde. E giù a descrivere tutti i tipi di tagli e di carne, i metodi di conservazione, le razze bovine, la salsiccia. Io e Titti non crediamo alle nostre orecchie: finalmente non incontriamo il solito giovane laureato in scienze della comunicazione che vuole il mestiere nuovo, figo, chic. Un macellaio. Un bel lavoro tradizionale, d'altri tempi. Di fatica, anzi d'amore, perché no. Di quelli che si imparano accanto all'artigiano, quelli basati sulla conoscenza, tacita, del fare. Ci dice che metter su una macelleria costa 80 mila euro al'inizio. E noi: ma figurati se non trovi qualcuno che ti finanzia. Una banca. No che non la trova, non ha garanzie da offrire. E poi: lui la macelleria l'aveva ereditata dal padre, ma ha dovuto venderla. In puglia. E lì si apre un'altra storia. Mentre lui felice faticava in macelleria, la giovane moglie lo tradiva con il suo migliore amico. "Che poi era uno bruttissimo! Ho venduto tutto e sono andato a Milano". Noi gli chiediamo perché allora non si fosse aperto una macelleria a Milano. E lui: "i soldi mi servono per annullare il matrimonio alla Sacra Rota". Io e Titti ci guardiamo increduli: "ma che te frega della Sacra Rota, apriti piuttosto la macelleria". Ma lui si è innamorato di una compaesana che studia a Perugia. Al paese, per le vacanze, si vedono di nascosto. La madre della ragazza sogna un matrimonio con il vestito bianco e l'ex macellaio divorziato è uno scandalo, un'onta. Un altro digital divide. Cosi lui passa le giornate attaccando i fili di Fastweb, mettendo i soldi da parte per il divorzio, sognando una macelleria. Ha 28 anni. Emigrante per corna. "Ma ora ho scoperto il vero amore", ci dice. Auguri.
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