Il nome del terrore
24/07/06 13:36 Filed in: Politics
di Massimo D'AntoniArgomento scabroso: uso e abuso del termine terrorismo e delle espressioni collegate quali “lotta al terrore”, ecc. Almeno dal 11/9/2001 in poi, credo che terrorismo sia una delle parole più ricorrenti quando si parla di politica estera. Vi sono liste di organizzazioni dichiarate “terroristiche”, sono state giustificate guerre in nome della lotta al terrorismo, e così via. Con riferimento alla questione palestinese, che ha trovato spazio anche in questo blog, si dibatte, sui giornali e ovunque, sull'opportunità che il governo israeliano (e gli altri governi occidentali) intrattengano rapporti con il governo palestinese, rappresentato da un partito che rientra in alcuni degli elenchi ufficiali di organizzazioni terroristiche.Ma è così priva di ambiguità l'individuazione di cosa sia un atto terroristico?
Non c'è dubbio che l'attentato alle Twin Towers, a Madrid, alla metropolitana di Londra, siano stati un brutali atti terroristici. Così come gli attentati suicidi nelle discoteche di Tel Aviv.
Ma che dire dell'Iraq? Prima delle nostre elezioni politiche, c'è stata molta polemica sul fatto che l'assalto alle truppe italiano fosse terrorismo o atto di resistenza. E ancora: può essere definito terrorismo anche quello perpetuato da un esercito occupante sulla popolazione?
Per cercare di chiarirmi le idee, ho provato a fare qualche ricerca.
Un primo utile rinvio è alla voce “terrorism” in wikipedia, che al solito abbonda in riferimenti e link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Terrorism
Una lettura molto interessate è questo articolo, riportato da MegaChip:
http://www.megachip.info/modules.php?name=News&file=article&sid=623
pur se apparso sulla rivista ISTRID, vicina all'esercito italiano, presenta in relazione all'Iraq argomenti non lontani da quelli dei pacifisti.
Infine, su Haaretz di oggi (sono un lettore assiduo della versione on-line di questo giornale), viene riportato il dibattito in corso in Israele in occasione del 60° anniversario dell'attentato al King David Hotel da parte di Etzel, gruppo patriottico (o terroristico?) diretto al tempo da Menachem Begin, poi primo ministro israeliano. La distinzione secondo alcuni va ricercata nella presenza o meno dell'intenzione di colpire i civili. Ma ecco che, usando questa definizione, emergono conclusioni imbarazzanti...
http://www.haaretz.com/hasen/spages/741434.html
Naturalmente, il fatto che un atto di violenza non sia terrorismo non basta a giustificarlo. Tuttavia, nella discussione attuale un chiarimento concettuale mi pare necessario, magari per concludere che l'ambiguità del termine non è sanabile e quindi dovrebbe... essere maneggiato con cautela.
Ma che dire dell'Iraq? Prima delle nostre elezioni politiche, c'è stata molta polemica sul fatto che l'assalto alle truppe italiano fosse terrorismo o atto di resistenza. E ancora: può essere definito terrorismo anche quello perpetuato da un esercito occupante sulla popolazione?
Per cercare di chiarirmi le idee, ho provato a fare qualche ricerca.
Un primo utile rinvio è alla voce “terrorism” in wikipedia, che al solito abbonda in riferimenti e link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Terrorism
Una lettura molto interessate è questo articolo, riportato da MegaChip:
http://www.megachip.info/modules.php?name=News&file=article&sid=623
pur se apparso sulla rivista ISTRID, vicina all'esercito italiano, presenta in relazione all'Iraq argomenti non lontani da quelli dei pacifisti.
Infine, su Haaretz di oggi (sono un lettore assiduo della versione on-line di questo giornale), viene riportato il dibattito in corso in Israele in occasione del 60° anniversario dell'attentato al King David Hotel da parte di Etzel, gruppo patriottico (o terroristico?) diretto al tempo da Menachem Begin, poi primo ministro israeliano. La distinzione secondo alcuni va ricercata nella presenza o meno dell'intenzione di colpire i civili. Ma ecco che, usando questa definizione, emergono conclusioni imbarazzanti...
http://www.haaretz.com/hasen/spages/741434.html
Naturalmente, il fatto che un atto di violenza non sia terrorismo non basta a giustificarlo. Tuttavia, nella discussione attuale un chiarimento concettuale mi pare necessario, magari per concludere che l'ambiguità del termine non è sanabile e quindi dovrebbe... essere maneggiato con cautela.
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