1996-2006: é già ieri?

imagesimagesIl bel film di Albanese "E' già ieri", del 2004, è il remake del più famoso "Groundhog Day". E' la semplice storia di un uomo cinico che si trova, per uno strano incantesimo, a rivivere sempre lo stesso giorno. La prima parte del film è una maledizione: le cose brutte, noiose, antipatiche diventano sempre più insopportabili se uno è costretto a riviverle ogni giorno. Poi però il cinico protagonista scopre che rivivere lo stesso giorno può significare anche l'opportunità di correggersi, di vivere più opportunità, di sperimentare. Eppure, accade l'imprevisto. Se ci si innamora, infatti, diventa una pena ricordarsi ogni mattina di dover riconquistare il proprio amore, sapendo che la persona amata non ricorda di amare. L'incantesimo offre si l'opportunità di amare al presente, ma l'assenza di memoria nega ogni futuro. E' già ieri, è sempre ieri.

Il bel film di Albanese "E' già ieri", del 2004, è il remake del più famoso "Groundhog Day". E' la semplice storia di un uomo cinico che si trova, per uno strano incantesimo, a rivivere sempre lo stesso giorno. La prima parte del film è una maledizione: le cose brutte, noiose, antipatiche diventano sempre più insopportabili se uno è costretto a riviverle ogni giorno. Poi però il cinico protagonista scopre che rivivere lo stesso giorno può significare anche l'opportunità di correggersi, di vivere più opportunità, di sperimentare. Eppure, accade l'imprevisto. Se ci si innamora, infatti, diventa una pena ricordarsi ogni mattina di dover riconquistare il proprio amore, sapendo che la persona amata non ricorda di amare. L'incantesimo offre si l'opportunità di amare al presente, ma l'assenza di memoria nega ogni futuro. E' già ieri, è sempre ieri.
I protagonisti riescono a vincere l'incantesimo solo restando svegli tutta la notte, trasformandosi cioè, essi stessi, nel loro sogno di amore. Solo così riescono a scoprire il domani. Ed è un domani che li cambia davvero. E' un vero domani.
La singolare circostanza che il secondo
Governo Prodi sia nato esattamente dieci anni dopo il primo mi ha fatto ripensare allo strano incantesimo di Albanese. Sembra già ieri. Si sente, è inutile negarlo, una certa pesantezza di avvio: nei nomi, nelle scelte, nella pressione dei partiti, nell'ingordigia ds e margherita, nelle poche donne, nei pochissimi giovani. Il paese delle primarie meritava di più. Non voleva solo un domani: voleva un domani con un sogno dentro.
Intendiamoci, la polpetta avvelenata è il sistema proporzionale servito dal
Governo Berlusconi e la conseguente risicata maggioranza al Senato. Eppure, l'effetto complessivo è quello di essere fermi a ieri, è quello di un domani ancora rubato. C'è una certa stanchezza, c'è una certa senilità. Manca, ancora ci manca, l'entusiasmo della vittoria, rapito dai deludenti risultati elettorali, dalla consapevolezza di non essere ancora riusciti a convincere gli italiani che un'altra Italia è non solo necessaria ma anche possibile.
Questo governo vincerà le elezioni tra molto tempo. Ed avverrà solo se un poco al giorno, come il protagonista del film, il governo saprà sperimentare nuove opportunità, battere nuove strade, rivivere.
Ci saranno nuovi giorni solo se sapremo veramente cambiare e dar vita a quei sogni che - se solo sognati - ci costringono ogni giorno al macabro reload dei giorni già vissuti.
Il discorso di Prodi di oggi sembra all'altezza. Speriamo che non sia già ieri. Che sia davvero - come recitava lo slogan ds - un altro giorno domani. Che si sia tutti davvero ostinati ad ottenere quel
'poco di felicità per noi' che Romano ci ha promesso.

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