Law & Economics
L'economia e l'arte di rubare l'arte
20/05/10 23:34
di Antonio
Nicita
E’ accaduto di nuovo. Come qualche anno fa con alcune tele di Munch. Questa volta è stato il turno del Musée d'art moderne de la Ville de Paris dal quale sono stati rubati cinque capolavori di Picasso, Modigliani, Braque, Léger e un Matisse, valutati in circa 100 milioni di euro. A quanto pare anche qui, come nel caso delle tele di Munch, i sistemi di sicurezza erano assai poco efficaci. "E' stupido rubare quadri così, si tratta di imbecilli e basta", ha detto Pierre Cornette de Saint-Cyr, commissario delle esposizioni del Palais de Tokyo. Si tratta davvero di un paradosso della razionalità? Perché allora si ruba l’arte famosa?
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Don't cry for me Télefonica
08/01/10 00:19
pubblicato
anche su www.crusoe.it
Il fronte che si è aperto in Argentina e che vede Telecom Italia e Télefonica contro l’Antitrust argentino è interessante sotto diversi profili. Il primo riguarda proprio l’Antitrust argentino, dormiente per molti anni nel periodo dei dissesti finanziari e oggi attivo, nel bene e nel male, nel ridisegnare la struttura dei mercati in quel paese.
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Premi al merito e merito dei premi: quando gli economisti esagerano
08/01/10 00:14
pubblicato
anche su www.crusoe.it
Il Sole 24 Ore ha stilato la propria classifica delle dieci ‘persone dell’anno’ affidando il difficile compito ‘alle proprie firme’. La redazione de La Voce ha bacchettato il direttore Gianni Riotta, attribuendogli, ironicamente, il “Premio Indipendenza 2009”. Motivo? La scelta dei primi tre premiati (Giulio Tremonti, Sergio Marchionne, Emma Marcegaglia) sarebbe quantomeno ossequiosa nei confronti del ministro e in conflitto di interesse per Marchionne (definito come “l'amministratore delegato del più grande gruppo privato socio di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore” e per Marcegaglia (“presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore” ). Continua...
Il Nobel e l'arte della Buona Governance tra Economia e Diritto
12/10/09 22:32

di Giulio
Napolitano e Antonio Nicita - Il
Sole24Ore 13/10/09
Nell’anno dell’esplosione della crisi finanziaria globale, arrivano due chiari messaggi dall’assegnazione del Nobel per l’economia a Oliver Williamson e Elinor Ostrom: uno per i policy makers e l’altro per la ricerca sociale. Ai primi viene ricordato che l’uso del mercato ha un costo; che l’efficiente scambio dei diritti e delle promesse contrattuali sul mercato dipende dalla qualità del disegno istituzionale e delle regole che lo governano; che vi sono valori collettivi che non possono essere soddisfatti tramite il mercato. Agli scienziati sociali è ribadita la centralità dell’approccio interdisciplinare ai confini tra economia, diritto e scienza politica. Continua...
deterrenza attesa & incentivi: il caso della patente a punti
28/03/09 14:58
di
S. Benedettini e A. Nicita
Il post é stato pubblicato anche qui: laRepubblica.it
E’ di qualche giorno la notizia di un giro di vite sulle sanzioni in materia di sicurezza stradale. Si tratta di un pacchetto di misure che tendono a inasprire le sanzioni dopo più di 5 anni dall’introduzione della patente a punti. Nei paesi nei quali è stato introdotto, il meccanismo della patente a punti ha generalmente prodotto esiti positivi, in termini di una riduzione tendenziale sia delle infrazioni che degli incidenti.Lo abbiamo detto e scritto in diverse occasioni (M. Basili e A. Nicita): il meccanismo con cui è stata declinata in Italia la patente a punti non funziona. Oggi abbiamo i dati che ci confermano il trend e ci suggeriscono alcune spiegazioni. Continua...
scioperanti & scioperati
01/03/09 08:14
di
Antonio Nicita
Proprio nei giorni in cui il presidente della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali denunciava l’incremento degli scioperi in Italia nel settore dei trasporti nell’ultimo anno, il Consiglio dei Ministri dell’attuale governo italiano ha approvato un Disegno di legge per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone. La legge delega in particolare a disciplinare lo sciopero virtuale. Essa tuttavia presenta, alla luce dell’analisi economica degli incentivi, due problemi: il primo problema é che lo sciopero virtuale potrebbe essere reso obbligatorio per legge per talune prestazioni lavorative; il secondo problema è che, perlomeno nell’attuale formulazione, ci si limita a definire gli oneri dei lavoratori durante uno sciopero virtuale ma non anche gli oneri dei datori di lavoro. Continua...
concorrenza o abuso?
28/02/09 20:04
di
Antonio Nicita
Arrivano i primi dati. Sembra che dal 12 gennaio (debutto di Cai) ad oggi sui voli Fiumicino-Linate si sono imbarcati in media 2mila passeggeri in meno al giorno (-30% circa) mentre sui treni veloci ne sono saliti 2.300 in più (+32% con un significativo +64% per la prima classe, quella del traffico d'affari). Un trend che sarebbe destinato ad accelerare quando i tempi di percorrenza su questa tratta della Tav (oggi 3 ore e 30 minuti) si ridurranno di altri 40 minuti a fine anno e verranno lanciati servizi low-cost in seconda classe e negli orari meno appetibili. Il fenomeno può essere spiegato in due modi alternativi: come trionfo della concorrenza o come effetto di un abuso di posizione dominante. Continua...
virtual strike and real conflicts
24/02/09 09:09
by
Antonio Nicita
In a nice article, Ian Ayres and Barry Nalebuff outlined “The Virtues of a Virtual Strike”. In the last two years Italy has registered a huge increase in striking activity, and some house representatives of both majority and opposition parties have recently presented a bipartisan bill on virtual strikes. On Feb 27th the Italian Government has approved a legislation framework introducing the virtual strike option (forcing towards virtual strike in some public services). Two recent companion papers by Nicita and Rizzolli (2009) and Innocenti and Nicita (2009), discuss pros ad cons of virtual strikes and parties' incentives to voluntarily adopt them. Continua...
Nostradamus e l'efficienza delle regole
05/12/08 17:13
di
Antonio Nicita, tratto da Il Sole 24 Ore dell'8
dicembre 2008
“Non c’era bisogno di Nostradamus per prevedere questa crisi”. E’ l’opinione del premio Nobel Stiglitz in un articolo appena uscito su The Economists’ Voice. Sebbene gli economisti siano molto più bravi a ‘prevedere’ il passato che il futuro – prosegue Stiglitz - questa crisi era facilmente prevedibile da quanti avessero manifestato un sano scetticismo verso forme violente di deregulation quale quelle promosse dal Washington Consensus negli anni passati, specie per i mercati finanziari.
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Aiutare l'auto? Perché, come, quando.
20/11/08 18:34
di
Antonio
L'altro giorno ho partecipato a un dibattito televisivo per laRepubblica.it TV sugli aiuti all'auto (scaricabile qui). E mi sono convinto di alcune cose che ho poi pubblicato nel sito nelmerito.com e che qui ricopio.
Nei giorni scorsi i Ceo delle Big Three (General Motors, Chrysler, Ford) sono andati in Senato e alla Camera dei deputati USA per richiedere un prestito ponte immediato di 25 miliardi di dollari, per scongiurare – a detta loro – una delle più gravi crisi finanziarie e reali che si registrerebbe dal dopoguerra ad oggi. Questa richiesta ha lasciato piuttosto tiepidi tanto i deputati e senatori – di entrambi gli schieramenti – quanto l’attuale amministrazione in scadenza. Una delle ragioni che spingono verso un approccio prudenziale di ‘wait and see’ deriva dalla circostanza che già alla fine di settembre il congresso aveva approvato per le Big Three un finanziamento di 25 miliardi di dollari, da destinare ad un pacchetto di misure che ricomprendono ricerca e sviluppo e sostegno all’auto ecologica, ancora tuttavia rimasto sulla carta.
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Il monopolio 'naturalizzato'
19/09/08 11:11
di Antonio
C'era una volta il monopolio naturale. Si trattava del caso in cui la relazione di subadditività dei costi comportava che una sola impresa poteva profittevolmente stare sul mercato. Spesso il monopolio naturale è stato pubblico, non tanto per motivi tecnico-economici, quanto per le finalità dei servizi o dei beni venduti da quel monopolista. Un tipico esempio è dato dai monopoli pubblici nelle industrie a rete, e specie, nella fase di costruzione di quelle industrie. Tipicamente, le reti, una volta completate, hanno poi permesso una decomposizione a valle dei mercati. La rete identificata come una essential facility diventa strumento condiviso di accesso per i mercati a valle: nella parte bassa il monopolio naturale si trasforma in mercato concorrenziale, con prezzi più bassi e così via. Molte delle liberalizzazioni che abbiamo conosciuto hanno seguito questo percorso, spesso osservando campioni nazionali pubblici restare monopolisti privati.
Ebbene oggi un altro approccio, abbastanza singolare, si va facendo strada: il monopolio naturalizzato. Continua...
...feNice di stare lassù...?
09/09/08 12:59
di
Antonio
Emergono alcune cose abbastanza chiare sull'operazione fenice.
1. Nasce un monopolio tra due compagnie indebitate che però non avranno più debiti. Grandi guadagni dunque, ma nulla si sa sui nuovi investimenti. Se non si faranno (dopo 5 anni gli attuali contributors potrebbero uscire e lasciare ad altri (AirFrance?)) la nuova compagnia sarà tendenzialmente regionale e in ogni caso si porrà il problema di future alleanze-acquisizioni internazionali;
2. L'esenzione antitrust prevista vale in Italia e non a Bruxelles. Ciò significa che la Commissione Europea chiederà forti impegni concorrenziali in cambio dell'autorizzazione e che ad esempio gli slot - al contrario di quanto previsto nel decreto governativo - dovranno essere di molto sfoltiti specie nelle tratte più appetibili. Altri obblighi pro-concorrenziali potranno essere imposti (rinvio ad una mia intervista qui sul tema) e ciò potrebbe diminuire le prospettive di rendita monopolistica che oggi attraggono i nuovi proprietari;
3. Come ha scritto su Repubblica il Prof. De Cecco e come precisa sul sito I-com il Prof. LIbertini, il precedente Alitalia rischia di modificare pesantemente il modo in cui tratteremo in futuro casi analoghi di salvataggio 'a carico dello stato' e in violazione dei principi comunitari degli aiuti di Stato;
4. Come ha sostenuto il Prof. Alesina, la disciplina del fallimento, seguita ad esempio da Air Suisse in passato, sarebbe stata più chiara anche per il mercato e avrebbe lasciato al mercato la selezione di veri investitori;
5. Sotto il profilo sociale gli esuberi attesi sembrano in linea con quelli richiesti a suo tempo da Air France
6. C'è chi suggerisce che l'interesse di alcune banche derivi dal fatto che esse sono creditori di Air One e che quindi questa operazione serva più a salvare Air One (e le banche) che non Alitalia, lasciando mal presagire sull'effettivo interesse ad investire nel settore;
7. Il governo di centro sinistra proponeva una soluzione di mercato, quello di centro destra propone un pesante e inedito intervento pubblico. Col tempo sapremo chi aveva ragione, ma oggi registriamo quest'altra stranezza italiana dei ruoli invertiti tra i due poli.
8. Non è chiara la politica nazionale sugli hub, ma c'è chi sostiene, forse non a torto, che la soluzione zero hub è quella geograficamente idonea per l'Italia.
9. I punti millemiglia restano (e questo è quello che mi interessa di più
10. I tedeschi stanno già accusando l'Italia di fare una bancarotta fraudolenta 'di Stato'. Ma Tajani è sereno, dice il portavoce.
L'Italia a rischio
11/07/08 14:12
Tra intercettazioni, girotondi, scissioni consumate e annunciate, immunità, stiamo perdendo dal dibattito politico la cosa più importante. Aumenta il debito pubblico, aumenta l'inflazione, calano i consumi, aumentano i tassi d'interesse, aumenta il petrolio, cala il dollaro, cala la produzione nazionale. La stagflazione da inflazione importata è una delle bestie peggiori. Siamo davvero - come mai negli ultimi 15 anni - alla vigilia di una crisi gravissima, a meno di shocks positivi (una improvvisa impennata del dollaro) che possano invertire una tendenza nel breve periodo. Forse è un tempo in cui parlare d'alberi è un delitto. Ma non vedo all'orizzonte grandi piani di sviluppo e di discontinuità...
7 domande su Google-Yahoo
17/06/08 06:28
di Antonio
Dopo mesi in cui Yahoo ha provato a spuntare un prezzo più alto per la 'scalata' di Microsoft, un prezzo più alto del già incredibile alto prezzo della offerta di Gates, arriva la notizia di un accordo orizzontale con Google. Dal punto di vista della logica economica e industriale, la cosa sorprende perché si sostituisce una concentrazione verticale con un accordo, apparentemente tecnico, di natura orizzontale tra due concorrenti.Dal punto di vista antitrust, possono emergere alcuni problemi: a meno che non sia un 'commitment' apparente da parte diYahoo per alzare il prezzo di vendita futura. Sia come sia, l'American Antitrust Institute ha formulato al Dipartimento di Giustizia americano, 7 domande in merito all'accordo Continua...
Sea/Alitalia: un caso di hold-up?
20/03/08 19:15


di
Antonio
Quando i contratti sono incompleti, la parte che realizza investimenti specifici o irreversibili nella transazione di riferimento si espone al rischio di interruzione o di rinegoziazione unilaterale del contratto. Molte teorie economiche ci spiegano che, in questi casi, per evitare il rischio di opportunismo ex-post, conviene trasformare una relazione contrattuale in una relazione integrata d'impresa. Tanto tempo fa le compagnie aeree possedevano o controllavano pezzi strategici degli aereoporti. Ragioni antitrust e di politica della concorrenza hanno portato alla separazione verticale e a contratti incompleti, proprio come quello tra SEA e Alitalia. Continua...
Google, Yahoo e gli altri
15/02/08 13:38
di
Antonio
Microsoft vuole acquistare Yahoo offrendo una cifra giudicata da taluni spropositata. Yahoo si permette di rifiutare. E avvia contatti con Disney e con NewsCorp. Microsoft rilancia e aspetta. Intanto Google annuncia uno smartphone che dovrebbe concorrere con I-phone e acquista YouTube. Che sta succedendo? Qui alcune riflessioni in una mia intervista a LiberoMercato a cura di Federico Unnia.
Riforme istituzionali liberali
28/01/08 10:56

Non c'entra l'essere di destra o di sinistra. C'entra l'essere liberali. Credere in una società dove i diritti e le regole evitano l'abuso del potere pubblico o privato. Sono già 14 anni di conflitto di interesse, di uso distorto della televisione e della informazione (sia pubblica che privata), di dominanza nella raccolta pubblicitaria televisiva. Le intercettazioni di Deborah Bergamini da un lato, quelle di Agostino Saccà dall'altro confermano questo quadro. Non si può pensare di arrivare al 2013 con un ventennio di conflittto di interessi e di dominanza televisiva irrisolti. Per questo tra le riforme istituzionali è fondamentale inserire conflitto di interessi e riforma del sistema radiotelevisivo e della rai. Una riforma europea e non penalizzante né per Mediaset, né per l'attuale opposizione. Una commissione di saggi internazionali, con ex- commissari europei della concorrenza di destra e di sinistra. Si dia un mandato a Marini. Con l'assenso 'istituzionale' dei senatori Andreotti, Scalera, Dini, Fisichella, Pallaro e con il voto 'liberato' di Marini, il nuovo governo raggiungerebbe 162 voti al senato più eventuali appoggi esterni. Si proceda. E tra un anno al voto congiunto con le europee.
Patente a punti: qualche dato. E una teoria.
25/01/08 09:49
di
Antonio & Marcello
A distanza di quattro anni dall’introduzione (1 luglio 2003) del meccanismo della patente a punti (art. 126-bis CdS), in base al quale a ogni conducente viene attribuito uno stock di 20 punti da decurtare nel caso di infrazioni, il decreto agostano del Ministro Bianchi, convertito nella legge 160 nel mese di ottobre, ha modificato alcune norme del CdS, inasprendo le sanzioni, anche accessorie, che colpiscono chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, chi supera di oltre 60 kmh i limiti di velocità o chi utilizza il cellulare o cuffie alla guida. Le modifiche introdotte dalla legge 160 del 2007 nascono dalla constatazione della progressiva inefficacia del meccanismo incentivo-compatibile messo in atto in Italia con il sistema della patente a punti. Sulla base dei dati riferiti alla RETE STRADALE E AUTOSTRADALE dell’attività DELLA POLIZIA STRADALE emerge il seguente quadro ricco di luci e ombre.
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Quando le esternalità si 'abbattono' sul serio...
16/01/08 18:36
di
Antonio
Coase suggerisce che le esternalità sono sempre reciproche. Ci sono scambi di utilità che non passano dal mercato e che provocano effetti positivi per alcuni e negativi per altri. Il bene 'panorama' è uno di questi. Che fare se, anno dopo anno, i vicini costruiscono intorno o piantano alberi che impediscono al first comer di godere del panorama? La risposta dipende dal grado di 'completezza' originaria dei diritti. Un tizio in Arizona è stato condannato penalmente perché ha abbattuto di notte più di 500 alberi che gli coprivano il panorama, per il quale anni prima aveva comprato una casa in una certa zona. Pare che "quando il giudice Donald Mosley lo ha spedito in prigione, stupefatto, ha cominciato a gridare: "Ma io non sono una persona cattiva, sono una persona perbene, volevo solo un panorama"... Continua...
Wi-Max & Max Why
13/11/07 19:09
di
Antonio
Ci risiamo. Beppe Grillo ha lanciato un vago appello sulla prossima gara wi-max. Come è già avvenuto in passato su questo blog, anche qui è necessario ribadire che molte informazioni, impostazioni e conclusioni che - confusamente - Beppe Grillo riporta sul pur complesso settore delle comunicazioni sono malposte ed errate sia sotto un profilo giuridico che dal punto di vista economico. Se non altro perché confondono competenze di Governo, Autorità e Commissione Europea. Stay tuned su questo sito, tra pochi giorni spiegherò umilmente dove e perché Grillo secondo me sbaglia, ahimé, ancora una volta, quantomeno il bersaglio. Re-invio ad una mia intervista sul nuovo numero del Corriere delle Comunicazioni
Romeni in Italia
06/11/07 08:49
di
A. S (dottoranda romena senese in Italia)
Chiariamo intanto una cosa: la chiusura delle frontiere con la Romania, auspicata negli ultimi giorni da alcuni politici italiani, è una misura che, semmai, avrebbe potuto avere un senso (in determinate condizioni) prima dell’adesione di detto paese all’Unione europea. Sembra che la politica italiana abbia scoperto con stupore negli ultimi giorni che in Italia ci sono tanti romeni. Ma saranno qui da ieri, o saranno arrivati continuativamente dall’ultima metà degli anni Novanta in poi? Continua...
L'alto prezzo del petrolio
04/11/07 07:58
di
Antonio
C'è un piccolo paradosso italiano. Mentre l'euro si rafforza con il dollaro, cresce il prezzo retail del carburante. Soprattutto in Italia. E come sempre accade in questo mercato, i concorrenti allineano prezzi e rincari. Bersani non ha mancato di far notare l'episodio 'segnalandolo' in via ufficiale al Presidente antitrust. Dal canto suo, in diverse occasioni nel passato, l'antitrust è intervenuta contro la pratica concordata delle compagnie petrolifere di allineare i prezzi, in particolare intervenendo sul meccanismo 'verticale' di coordinamento orizzontale dato dai contratti con i distributori. La liberalizzazione Bersani avrebbe dovuto incoraggiare la nascita di nuovi distributori specie presso supermercati, come strumento di disciplina dei prezzi. Anche le misure che prevedono obblighi di trasparenza sui prezzi praticati non sembrano aver indotto il consumatore a 'elasticizzare' la propria domanda rispetto al prezzo. E allora, che fare? Dobbiamo rassegnarci alla dominanza oligopolistica?
Il premio Nobel per l'Economia a Alchian, Demsetz e Williamson
12/10/07 15:08
di
Antonio
Che ne dite? fate i vostri pronostici. Lunedi, sapremo tutto. Altre previsioni in questo'altro sito che dicono Tullock e altri.
Recuperando la tradizione di pensiero di Coase e di Simon, Williamson e l'approccio della Transaction Costs Economics (TCE) si concentrano sui costi di enforcement come elemento distintivo e determinate della teoria dell’impresa. Secondo Williamson, l’organizzazione d’impresa avrebbe lo scopo di creare un sistema di governance delle transazioni capace di minimizzare tanto i costi di transazione ex-ante (ovvero i costi di agenzia), quanto i costi di transazione ex-post (ovvero i costi di enforcement), con la finalità di “gestire linee di prodotti diversificati e secondariamente […] di agevolare il trasferimento della tecnologia”. Continua...
Economisti e Legge 30: What's Left?
09/10/07 22:32
di
Antonio
Vorrei tentare - molto timidamente - di dare un quadro variegato, micro-fondato, di ciò che gli economisti 'dovrebbero' dire della legge 30. Chiamiamola cosi. Non per non ricordare un martire della banalità cieca del male. Ma perché discutere una legge che porta - postuma - il nome di un martire crea disagio in chi la discute. Biagi era un autorevole docente universitario e sono sicuro che avrebbe amato che le sue idee o l'applicazione - integrale o parziale - delle stesse venissero discusse con onestà intellettuale. Tante cose sono state dette. Manca tuttavia ancora qualcosa, mi sembra. Continua...
Microsoft's abuse makes history in Antitrust
17/09/07 11:57
by
Antonio
Today the ruling by the Court of First Instance has upholded the European Commission’s 2004 decision on Microsoft's abuse of its dominant market position and confirmed the totality of the fine imposed which amounts to €497 million. This decision confirmed a new antitrust approach to abuse of a dominant market position (Article 82), that of 'defensive leveraging'. From a competition policy perspective, under certain conditions, the refusal by a dominant firm to provide access to an entitlement protected by an intellectual property right, representing an essential facility necessary to enter downstream markets, may be considered an abuse of dominant position, thus sanctioned by antitrust law, in the form of a defensive leveraging. Continua...
Pierinomics è di sinistra o di destra?
12/09/07 12:20
di
Antonio
Molti e diversi commenti critici si sono levati sull'ultimo saggio degli emeriti economisti Alesina e Giavazzi, tra i più noti economisti italiani nell'arena internazionale. Ho perciò chiesto delle reazioni in giro che inizierò a pubblicare qui di seguito. Inizio con Francesco Silva e Lorenzo Sacconi. Poi inserirò la mia e così via. Segnalo anche, con diverso approccio ma uguali conclusioni in merito al libello, Michele Boldrin. Proprio in ragione del livello scientifico e della statura degli autori, molti economisti sono rimasti perplessi. Il fatto é che il volume è per metà composto da affermazioni certamente condivisibili e tuttavia davvero banali e poco motivate, del tipo i mercati funzionano quando funzionano, la concorrenza quando funziona migliora il benessere sociale. L'altra metà è un misto di politica ed economia ridotti a slogan, paradossi, a volte demagogici. E' vero che Coase con una tautologia (Cooter, 1987) ci ha vinto il Nobel, e vero è che il libro si trova presso gli scaffali 'politica' e non tra quelli di economia. Ma...... Continua...
Forze di mercato e mercato per forza
01/09/07 20:38
di
Antonio Nicita
Tornano, come sempre a fine estate, le cifre sui rincari in bolletta. Con la discussione della prossima finanziaria (a proposito chiediamo sommessamente ai responsabili di non replicare la soap dello scorso anno) si annuncia una nuova lenzuolata di liberalizzazioni. Quest'estate il bravo Carmine Fotina ha dedicato un paginone de IlSole24ORE al tema, ospitando gentilmente anche una mia intervista. Fotina mostrava come nel comparto delle utilities si assista ad un paradosso tutto italiano... Continua...
Finanziamenti senza Fondo?
26/07/07 13:26
di
Antonio e Marcello
Nei giorni scorsi è stato presentato un disegno di legge congiunto dal deputato Colasio e dalla senatrice Franco di riordino del finanziamento pubblico e privato al cinema. Le premesse e gli obiettivi generali di semplificazione e sistematizzazione di un settore polverizzato tra mille enti ci sembra un passo avanti. Quello che ad oggi ci convince di meno è la parte 'economica', quella che per intenderci si occupa di reperire i soldi per finanziare l'industria del cinema italiano. Siamo sicuri che - senza arrivare alla proposta estrem(ist)a dell'economista Perotti (IlSole24Ore, 9/9/05) - altri meccanismi ibridi non siano più efficaci ed efficienti? Continua...
Semplificare l'Italia. Ecco il Piano.
15/07/07 11:45
di
Antonio Nicita
Il Piano per la Semplificazione e la Qualità della Regolazione è adesso on-line per la consultazione di enti, imprese e cittadini qui. Oltre all'impegno derivante dalla politica comunitaria di better regulation (che impone la riduzione del 25% degli administrative burdens entro il 2012), il piano contiene alcune novità, che non si trovano negli analoghi piani di semplificazione di altri paesi comunitari: (1) linee guida per AIR leggera; (2) un focal point nazionale per il controllo, la verifica e l'aggiornamento degli indicatori che riguardano la qualità della regolazione (vedi Doing Business); (3) un tavolo governo-regioni per la semplificazione; (4) un'attività di delegificazione (taglialeggi). Continua...
Paga sempre Pantalone?
08/07/07 12:05
di
Marcelus
Così mia nonna chiosava le contenute proteste dei figli per i frequenti, forse troppo frequenti, regali agli amati nipoti. Lo stesso commento mi pare si possa estendere alla soluzione dei problemi (quali?) generati dall’adeguamento a GERICO 2007 dei contribuenti che beneficiano dei famigerati studi di settore e degli indicatori di normalità economica. Continua...
Malattie dimenticate
02/07/07 01:15
di
Alessandro & AntonioIl recente insediamento della Consulta per le malattie “rare”, nominata dal ministro Turco, offre l’occasione per riflettere, anche in Italia, sul contributo che le politiche pubbliche possono fornire in termini di incentivi all’innovazione farmaceutica, non solo per le malattie rare (orphan diseases) ma anche per le malattie dimenticate (neglected diseases).
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Dr. House's Law&Economics
30/06/07 09:58
di
Antonio
In una puntata mitica della serie Dr. House (a proposito a quando la nuova serie?), il medico popperiano ha di fronte tre neonati ammalati di un virus. Dalle analisi (come sempre accade per il Dr. House) non si capisce nulla e sono possibili molteplici diagnosi. Ma non c'è tempo. L'unica cosa è curare i tre per tre cose diverse, sapendo che solo uno si salverà (l'ultimo ammalatosi in ordine di tempo), per esclusione, se si farà a tempo. In molti casi, per il Dr. House, avviene cosi. Cura per cose diverse ed esclude passo dopo passo possibili concause. Le cure non sono cure, ma sono prove, confutazioni, ipotesi, falsificazioni popperiane. Che c'entra tutto questo con la Law and Economics, direte voi? Continua...
Pentiti&Antitrust: vera concorrenza o finta deterrenza?
31/05/07 15:54
di
Antonio
Nella stessa settimana, due applicazioni della recente riforma della Legge antitrust che attribuisce all'Autorità il potere di 'perdonare': riducendo le sanzioni o accettando impegni che diventano vincolanti per le imprese. Il primo è un caso di cartello e il secondo è un caso di abuso. In entrambi i casi, l'Autorità guidata da Catricalà esibisce con soddisfazione la 'certezza' del risultato. Una soddisfazione forse condivisible per il cartello, ma problematica per l'abuso. E in ogni caso si pone un problema di incentivi se l'Autorità perdonasse troppo: non è che troppo pentitismo ex-post elimina ogni deterrenza ex-ante?
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Nasce la legge annuale per la concorrenza
10/05/07 13:08
di
Antonio
Si tratta di una vecchia proposta, lanciata a più riprese da Pier Luigi Parcu, da ultimo qui, e rilanciata anche attraverso i-com e qui, su questo blog. La proposta è stata finalmente accolta in un emendamento inserito dal relatore sul decreto Bersani sulle liberalizzazioni, il parlamentare Andrea Lulli, recentemente intervenuto a i-com, che ringraziamo e con il quale ci complimentiamo. Continua...
Doing (really) Business?
29/04/07 10:00
Sono stati diffusi in questi giorni i nuovi dati del rapporto "Doing Business-benchmarking business regulations" della Banca Mondiale. Si tratta di un ranking internazionale che ha - dichiaratamente - come unica finalità quella di stabilire la facilità di fare business in 175 paesi, tra cui l'Italia. Gli indicatori prescelti sono Starting a Business, Dealing with Licenses, Employing Workers, Registering Property, Getting Credit, Protecting Investors, Paying Taxes,Trading Across Borders, Enforcing Contracts,Closing a Business. Inutile dire che l'Italia è messa molto male nel complesso, superata abbondantemente da paesi improbabili. Ma non mancano debolezze metodologiche.
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La soluzione regolatoria per Telecom? Open Network
11/04/07 19:22
di
Antonio
In questi giorni di confusione su Telecom, vanno senz'altro apprezzate le mosse tempestive del Ministro Gentiloni: (i) ribadire che la separazione della rete (proprietaria o gestionale) è possible ma come intervento della competente autorità sull'esempio inglese (al netto dunque di accuse di intromissione dirigista sul mercato); (ii) annunciare un intervento del governo volto a potenziare i potere dell'autorità di settore; (iii) assicurarsi una sponda comunitaria in diretto contatto con il Commissario europeo alla concorrenza. Il modello che si intende seguire è quello dell'Open Reach inglese. Che però forse in Italia andrebbe esteso in un nuovo modello denominabile come Open Network. Continua...
Ma i fannulloni son sempre almeno due
11/04/07 09:19
di
Antonio
C'è un pezzo che manca nel dibattito italiano sui fannulloni, di cui ci siamo occupati anche qui, specie nella PA. Conosciamo tutti nei luoghi in cui lavoriamo almeno un fannullone. Quelli che lasciano i computer accesi e la giacca sulla sedia per segnalare che sono li, da qualche parte, al lavoro. Quelli che sono ormai degli artisti, dei virtuosi del tesserino. Quelli che - sulla carta - sono bravissimi a dimostrare la loro presenza e attività. Molti ritengono che questi fannulloni sono tali perché manca un sistema di premi/sanzioni, soprattutto sanzioni. La minaccia di indurre all'exit non vale più, con lo strano paradosso di non realizzare gli incentivi che la teoria degli efficiency wages ci suggerisce. Eppure: mi sono convinto che dove c'è un fannullone, ce ne sono almeno due. Continua...
Italianity
03/04/07 13:28
di
Antonio
Dunque, ricapitoliamo. Nelle ultime settimane accadono tre cose: (1) Enel entra in Spagna su Endesa; (2) Swisscom lancia un'offerta su Fastweb; (3) Tronchetti Provera riesce a piazzare 2/3 di Olympia, controllante di Telecom Italia, a una cordata composta da giganti tlc Usa e Messicani. Il risultato? Tutti contenti per Enel che diversifica, ma tutti preoccupati sulla perdita di Italianità per la rete telefonica, sia quella piccola ma innovativa di Fastweb, sia quella capillare e nazionale di Telecom. Italianità ha molti significati. Il primo è: provincialismo. Continua...
Semplificate, semplificate! Qualcosa resterà
30/03/07 15:54
di
Antonio
Ci siamo. Dopo diversi mesi, l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha redatto il Piano annuale per la semplificazione, approvato dal Comitato Interministeriale. Per quello che vale, sono contento di aver potuto dare il mio piccolo contributo. Un passo importante è stato anche l'accordo stato-regioni raggiunto sul tema. Si tratta di un percorso tanto difficile, quanto necessario. Appena sarà reso pubblico, linkerò qui il piano e accoglierò volentieri ogni suggerimento per il lavoro futuro. L'Unità infatti si è articolata in gruppi e ha intenzione di procedere fattivamente e rapidamente a colmare il forte ritardo dell'Italia sull'adozione di queste politiche. Gli economisti siamo pochi, ma battaglieri!
L'Antitrust al tempo della politica
11/03/07 19:19
di
Antonio
Sono stati nominati, dai presidenti di Senato e Camera, i due commissari vacanti al vertice dell'Antitrust. Come saprete, si tratta di due persone che rientrano senz'altro nelle due caratteristiche individuate in via esclusiva dalla legge: entrambi vengono dal mondo universitario ed entrambi hanno ricoperto ruoli di rilievo. Sotto questo profilo, c'è una certa distanza, nel merito, rispetto alle precedenti nomine operate dai passati presidenti di camera e senato. Eppure, diverse voci si sono levate contro queste nomine, in particolare Perotti e poi De benedetti su Il Sole. E non ci sembra abbiano torto. Continua...
Bersani2: competition on demand side
30/01/07 15:14
di
Antonio Nicita
Sono stati fatti molti commenti sul secondo pacchetto di liberalizzazioni Bersani-Rutelli, ma poche analisi si sono concentrate sul significato di una 'lenzuolata' che certo non esaurisce - per stessa ammissione dei proponenti - una politica che coinvolgerà presto non solo i servizi pubblici locali, ma anche le reti energetiche e le infrastrutture di trasporto. Queste liberalizzazioni possono essere sintetizzate come 'competition on demand side'. Vediamo perché e quali obiettivi perseguono. Continua...
Pensioni, Staffette & Tabù
20/01/07 10:12
di
Antonio
In questi giorni si anima il dibattito sulla riforma delle pensioni. Ci sono due problemi, interdipendenti: il primo è l'annoso problema di sostenibilità del debito; il secondo è dovuto alla circostanza che l'aumento delle aspettative media di vita comporta che i pensionati ricevano più di quanto a suo tempo detratto per pagarne le pensioni, ed è insieme un problema di sostenibilità del debito e di equità intra e intergenerazionale. Che fare? E perché? Continua...
Chi ha paura della patente a punti?
08/01/07 13:18
di
Marcello Basili & Antonio Nicita
Qualche tempo fa abbiamo sostenuto in questa sede, anche sulla scorta dei risultati di un modello teorico da noi elaborato, che il particolare meccanismo incentivo-compatibile messo in atto in Italia con il sistema della patente a punti avrebbe potuto rivelarsi inefficace e inefficiente, anche nel breve periodo. Purtroppo, gli ultimi dati ci danno ragione. Continua...
Quando ad abusare è la teoria...
26/11/06 17:13
di
Antonio Nicita
Il Sole 24 ore di oggi pubblica un interessante editoriale del Prof. John Vickers, già Direttore Office of Fair Trade nel Regno Unito e oggi docente a Oxford. Si tratta di uno dei maggiori esperti di economia industriale e della concorrenza. Nel 2004 ha partecipato alla conferenza dell'Association of Competition Economics tenuta a Siena. L'editoriale è una sintesi della Telecom Italia Lecture che terrà tra qualche giorno a Milano sul tema "Anti-Competitive Economics". A tradurlo bene, sembrerebbe "Teoria Economica anticoncorrenziale". Ma come, sono le teorie ad abusare e non le imprese? Continua...
A spasso per la 'Cattedrale'. Con Guido.
19/10/06 13:17
di
Antonio Nicita
C’eravamo lasciati mesi fa a New York, ci siamo ritrovati nelle sue chambers di New Haven. Abbiamo intervistato – con un gruppetto di scholars italiani qui a Yale – Guido Calabresi. Per parafrasare il suo più citato contributo, siamo entrati nella ‘cattedrale’ dei pensieri di Guido, attraversando l’Italia (anti)fascista, la formazione di Guido a Yale, l’America degli anni ’50, i dibattiti di law and economics, il confronto tra Coase, Calabresi e Posner, i dubbi del Calabresi giudice d'appello, la relazione tra diritti e politica, 'l'unico vero rimprovero' che Guido muove al suo amico (ed ex-allievo) Clinton, il significato dell’analisi economica del diritto oggi, specie per l’Italia. Il risultato è una intervista audio di un’ora e mezza, dal titolo "Tra Diritto ed Economia: Intervista a Guido Calabresi". Presto la metteremo a disposizione nella sezione podcast del sito della Società Italiana di Diritto ed Economia che domani si riunisce a Roma per la seconda conferenza annuale. Anticipo qui alcune delle risposte e delle riflessioni di Guido ( non sarebbe un ottimo senatore a vita?).
Continua...
Dov'è l'Osservatorio permanente sui taxi?
05/10/06 12:59
di
Antonio
Questi se ne fregano. Oggi, ho aspettato 5 minuti al telefono e poi mi è stato annunciato un taxi dopo 8 minuti. Il taxi è arrivato con...8,90 euro già in tassametro. Insomma per fare 5 km ho speso 18 euro. Ho chiesto la ricevuta + una spiegazione del raddoppio da un giorno all'altro della tariffa. Non ho avuto risposta se non il fatto che l'attesa di 8 minuti implicava 8 euro! E' possibile che non sappiamo disegnare un sistema migliore? Io lo trovo davvero scandaloso. Avevamo proposto a Bersani di istituire un Osservatorio permanente sulla qualità del servizio. Lo chiediamo a Veltroni. Forse occorre scrivere un position paper.
Noi lo avevamo detto...
26/09/06 12:57
di
Marcello Basili e Antonio
NicitaIl Sole 24 Ore di ieri riportava un dato interessante sulle multe agli automobilisti italiani nell'ultimo anno. In particolare dal 1° gennaio al 31 agosto sarebbero state comminate dalla sola Polizia Stradale 641.504 multe per eccesso di velocità (tra queste ce ne sono un paio di Antonio intorno a Rapolano). Si tratta di una inversione di tendenza rispetto al calo osservato nel 2005. Era dal 2001 che le multe per eccesso di velocità non superavano le 600.000 unità. Dunque si è ritornati al livello precedente la introduzione della patente a punti. Come interpretare questo dato? Continua...
Coase a Campo de' Fiori
18/09/06 15:33
di
Antonio Nicita
Leggiamo sul Corriere che un' insegnante di Matematica che abita in Via Monte della Farina a Roma dal luglio 2005 non chiude più occhio. La causa è il condizionatore che il ristorante "La Tartaruga" le ha messo proprio sotto la finestra, abitando lei al primo piano. Addirittura per colpa del continuo ronzio - ben oltre i limiti di legge - fino alle 4 di notte, si sarebbe ammalata di depressione. La Corte d'Appello ha già condannato il ristorante a "far cessare l'attività di ristorazione". Ma nulla è cambiato. Se seguissimo le lezioni di Coase (1960), Calabresi (1972) e Ayres (2005) avremmo già la soluzione in tasca. Qual è?
Via i nullafacenti dalla P.A.! Facile (troppo) a dirsi...
18/09/06 11:08
di
Massimo D'Antoni
Chiunque di noi abbia esperienza concreta di pubblica amministrazione, sa che vi sono impiegati che letteralmente “scaldano la sedia”. Chi come me ci lavora, credo abbia almeno una volta desiderato che qualcuno gli attribuisse una tantum la bacchetta magica per decidere con un fiat il licenziamento in tronco del nullafacente della stanza accanto. Purtroppo – pensiamo – è solo un sogno: se mai questa autorità potesse essere conferita, non sarebbe certo data proprio a me. Continua...
Tre scenari per Telecom Italia
11/09/06 17:13
di
Antonio Nicita
Qualunque cosa accadrà, sarà una svolta per i mercati rilevanti collegati. Di certo c'è l'enorme debito di Telecom e delle controllanti, ma questo si sapeva dal primo giorno. Il rapporto profitti debiti, anche per un colosso come il gruppo Telecom, era troppo basso fin dall'inizio. Oggi si aprono diversi scenari, ma non se ne sa molto. Forse nemmeno dalle parti di Telecom. Continua...
Ancora sulle farmacie
28/07/06 16:36
di
Antonio Nicita
La foto che vedete sopra l'ho scattata in un supermercato di NY, qualche settimana fa. Inutile ridire quanto costino poco i flaconi delle aspirine e come funzioni bene l'angolo 'farmacia' per le prescriptions. Oggi, giornata di serrate delle farmacie (dopo l'esempio dei tassisti...), ripropongo un pezzo che ho scritto tempo fa per lavoce.info. Rinvio ai commenti per una precisazione su una specifica questione sollevata da Massimo D'Antoni. Continua...
Agenda Volgen!
27/07/06 19:55
di
Bart Der Gaalbaijtz
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento che abbiamo ricevuto dal prof. Bart Der Gaalbaijtz dell'Università di Rotterdam at Sea. Come da richiesta dell'autore, abbiamo effettuato alcune correzioni dell'italiano (che era comunque ottimo, complimenti!). Ci sembra che in particolare il riferimento al sistema di norme sociali meriti qualche riflessione in questo blog. (M.D'Ant.) Continua...
Umano troppo umano: il capitale che non c'è
25/07/06 22:58
di
Antonio Nicita
La globalizzazione dei mercati e la crescente interdipendenza tra modelli di produzione e di consumo, in continuo mutamento, richiedono all’Europa una elevata capacità di adattamento e di innovazione. Adeguare il proprio sistema produttivo, organizzativo e istituzionale alle spinte innovative interne ed esterne alla nuova Europa allargata rappresenta insieme una sfida e un’opportunità . Continua...
Un senso al calcio (ovvero un calcio al senso)
19/07/06 21:09
di
Leo
Venerdì scorso, 14 luglio 2006, è stato quello che molti giornalisti sportivi hanno definito il “giorno del giudizio” per il calcio italiano. La C.A.F., presieduta da Cesare Ruperto, ha pronunciato il suo verdetto circa la c.d. “Calciopoli”, ovvero la serie di scandali che ha recentemente coinvolto il calcio italiano (da Luciano Moggi in avanti… ) . Il verdetto è stato duro...
COMMENTIAMO ANCHE LA SENTENZA FIFA...MATERAZZI COME ZIDANE???
LA NUOVA LEGGE DELEGA SUI DIRITTI TELEVISIVI SPORTIVI
QUATTRO REGOLE PER RIFORMARE IL CALCIO Continua...
The Indian Way
17/07/06 16:40
di
Alessandro S.
Torno dall’India e porto con me alcuni pensieri. Li ho messi da parte insieme agli olii profumati e all’incenso, perché brucino anche’essi e si disperdano nell’aria. I pensieri devono diventare voci. Non parlerò di tutte quelle cose che da qualche tempo vanno molto di moda :le nuove, grandi possibilità di ricchezza e di crescita che un paese più esteso dell’ Europa e con un miliardo e duecento milioni di persone può rappresentare “per noi” ma anche e soprattutto per se stesso. Di settimana in settimana, non manca un editoriale del Financial Times o un reportage dell’Economist a spiegarci quel che il mercato indiano possa diventare sia in termini di produzione che di consumo di beni e servizi. Rimando dunque a quelle opinioni, peraltro molto più qualificate della mia. Continua...
Sanzioni Micro(e)Soft
15/07/06 17:21
di
Antonio Nicita
Qualche giorno fa la Commissione Europea ha nuovamente imposto una sanzione monetaria nei confronti della Microsoft per inottemperanza ai precedenti impegni/obblighi assunti in sede di decisione di un caso per abuso di posizione dominante. La nuova sanzione monetaria ammonta a 280 milioni di euro e si aggiunge alla precedente, con il rinnovato invito/imposizione a "disclose complete and accurate interface documentation which would allow non-Microsoft work group servers to achieve full interoperability with Windows PCs and servers". Continua...
I-Pod & Anti-trust: che succede?
15/07/06 16:20
di
Antonio Nicita
Questa settimana l'Economist propone, tra i suoi economic focus, "The economics of I-tunes" traendo spunto dalla definitiva approvazione nelle scorse settimane della legge francese che impone alla Apple degli obblighi di 'compulsory access' al proprio I-tunes, in ragione della dominanza nel prodotto collegato I-Pod: la musica scaricabile on-line dal negozio virtuale di I-tunes deve essere compatibile tecnicamente con lettori musicali portatili digitali alternativi all'I-Pod. L'ultima versione di questa discussa legge è molto meno drastica del precedente schema, in quanto vincola questo obbligo all'effettiva disponibilità dei copyrighters, quindi di fatto, rende l'obbligo meramente potenziale. L'Economist giustamente sembra scettico nei confronti della legge francese, ma nel farlo, a mio giudizio, non coglie le argomentazioni più appropriate, che si riferiscono all'analisi antitrust del bundling, del metering, dei network effects e dell'essential facility doctrine. Continua...
Aspettando Gentiloni
14/07/06 20:56
di
Antonio Nicita
Come avevamo detto un paio di volte su questo blog e su Il riformista, la legge Gasparri è contraria alla normativa antitrust italiana ed europea. A quanto pare - da anticipazioni di stampa - anche la Commissione Europea avrebbe, finalmente, concluso in tal senso. Ora aspettiamo Gentiloni. Il nostro suggerimento resta quello già avanzato qui: non tanto e non solo promuovere una 'singola' riforma della rai, tenendo separate tv e tlc, ma impegnare i prossimi sei mesi nella promozione di un libro bianco sulla convergenza multimediale che - mantenendo lo sguardo 'settoriale' della Gasparri - arrivi al suo opposto sotto il profilo dei rimedi e della regolamentazione, perlomeno con riferimento alla liberalizzazione dell'accesso alla reti, alle frequenze (analogiche e digitali) e ai contenuti premium. Resta aperto un tema. Se la Gasparri vieni ritenuta anticoncorrenziale che né é dei danni prodotti nel periodo in vigore alla concorrenza e ai clienti?
IL TESTO DELL'AUTHORITY SULLA DOMINANZA NELLE TV
LA NUOVA LEGGE DELEGA SUI DIRITTI TELEVISIVI SPORTIVI
Global Warming & Supreme Court
13/07/06 19:04
di
Viviane Meunier (LL.M, Yale)The US Supreme Court recently plunged into the debate over global warming. A ruling is expected this Autumn. Spurred by states in a pollution battle with the Bush administration, the court said it would decide whether the Environmental Protection Agency is required under the federal Clean Air Act (enacted in the early 70’s) to treat carbon dioxide from automobiles as a pollutant harmful to health. The decision could determine how the US address global warming. Continua...
Balzelli & Globalizzazione (e Antitrust?)
13/07/06 17:49
Ho
cambiato il nome al sito. Adesso si chiama
Antonio&CO. ed è offerto agli amici - 'senesi' e
non - per interventi. Ricevo da ZAP e volentieri
pongo alla vs attenzione (riservandomi di intervenire
nella parte commenti).
di
ZAP
Ieri sera sono stato a vedere il concerto di Roger Waters a Lucca. Arrivo poco prima dell'inizio e acquisto il biglietto, alle 20.12, come stampato sul biglietto stesso.Mi vengono addebitati i diritti di prevendita. Protesto senza ottenere risposta. Cerco la polizia municipale, ma i locali mi dicono che non c'è speranza. Mi avvicino ad un maresciallo dei carabinieri che si dice incompetente sulla materia e mi suggerisce di chiamate il 117.Al 117 mi dicono che c'è sicuramente una loro pattuglia sul posto cui chiedere.Trovo un maresciallo della finanza in borghese che non è in grado di darmi alcuna spiegazione.... Continua...
di
ZAP
Ieri sera sono stato a vedere il concerto di Roger Waters a Lucca. Arrivo poco prima dell'inizio e acquisto il biglietto, alle 20.12, come stampato sul biglietto stesso.Mi vengono addebitati i diritti di prevendita. Protesto senza ottenere risposta. Cerco la polizia municipale, ma i locali mi dicono che non c'è speranza. Mi avvicino ad un maresciallo dei carabinieri che si dice incompetente sulla materia e mi suggerisce di chiamate il 117.Al 117 mi dicono che c'è sicuramente una loro pattuglia sul posto cui chiedere.Trovo un maresciallo della finanza in borghese che non è in grado di darmi alcuna spiegazione.... Continua...
Actions without Class?
12/07/06 22:50
di
Antonio Nicita
Proprio nei giorni in cui in Italia si inizia a dibattere - anche su questo blog - sul progetto di Bersani di introdurre anche da noi la class action come uno strumento aggiuntivo di tutela dei consumatori, negli Usa i giudici fanno macchina indietro. Qualche giorno fa la Corte Suprema della Florida ha respinto una delle cause di class action tra le più importanti, attivate contemporaneamente in diversi stati, quelle avanzate nei confronti delle big tobaccos da una serie di consumatori. Motivazione: i danni sono soggettivi dal momento che ciascun consumatore ha un tipo di danno diverso. Sarebbe questa la condizione che farebbe venir meno il presupposto stesso di una class action. Un colpo mortale per i consumatori e per i fautori della class action. Continua...
Bersani/3: serve la class action in Italia?
06/07/06 16:47
Il decreto Bersani si inserisce
in una iniziativa più complessa che prevede
l'elaborazione di un disegno di legge che
istituisca l’azione collettiva a tutela
dei consumatori e degli utenti in conformità con
la normativa comunitaria, nota anche come 'class
action'. Continua...
Bersani/2: professioni liber(at)e?
04/07/06 19:07
Sulle professioni, il decreto Bersani recepisce
notevoli sollecitazioni dell'AGCM sul rischio
che gli ordini professionali si trasformino in
'cartelli'. Resta aperto il tema della
liberalizzazione all'accesso alla professione,
specie quelle legali. Come si fa? Continua...
Bersani/1: i 'drivers' del taxi
04/07/06 17:12
Che il decreto Bersani segnasse un
momento di vita del governo si era capito. Ha
svegliato pure questo blog che ha raggiunto, nel
precedente post, il record di 60
commenti ( UNA NOTA DELLA FONDAZIONE CERM Continua...
No Smoking at the Beach: é iperpaternalismo?
20/06/06 10:58
"Sto qua, con le quattro
capriole di fumo", scriveva Ungaretti. Ma il
sigaro Toscano non è come gli altri sigari. Meno
dolce. Pesante. Se, per sbaglio, lo respiri ti
senti morire. Però è un compagno di pensiero. Si
accende e si spegne. Si riaccende. Ti sta
accanto, a segnare l'intermittenza dei tuoi
pensieri. Tutti i fumatori di toscano sanno che
è un meccanismo per pensare. Impossibile fumarlo
(e spegnerlo e riaccenderlo) senza che ci sia un
pensiero ad alimentarlo. E' il contrario della
sigaretta. Quella è una pausa. Il toscano no.
C'è una continua fumosa corrispondenza tra i
pensieri e il fumarsi un toscano. I pensieri
sono tortuosi, spezzati. Si accendono e si
spengono. In questo il toscano è diverso dal
cubano, ottimo anche lui, ma che non può essere
spento e riacceso senza distruggerne l'aroma. Il
toscano è divenuto da diversi anni il mio fedele
compagno (con rassegnata solidarietà di mia
moglie), e me lo porto in giro, a spasso per il
mondo. A Parigi, che se ne intendono, puoi
fumarlo nei ristoranti più chic. A S. Francisco,
un poliziotto mi ha fermato, seduto in un bar
all'aperto in una giornata di sole, dicendomi:
"ehi this is a no smoking area". Non era una
battuta. Continua...
Ma la Law&Economics é (davvero) di destra?
17/06/06 19:20
'Rubarsi i clienti' é illegale o é concorrenza? Dipende...
13/06/06 15:36
Nel film di E.Scola
'Concorrenza Sleale' (2001), due commercianti
(D. Abatantuono e S. Castellitto nella foto)
fanno di tutto per rubarsi l'uno l'altro la
clientela, prima che le leggi razziali
impediscano al commerciante ebreo di
continuare la sua vita. Il film sviluppa, in
due registri paralleli, il tema delle regole
del gioco concorrenziale: cosa si può fare e
cosa no. In questi giorni, specie dopo la
recente sentenza della Corte d'appello di
Milano, Telecom Italia viene accusata da
più parti di aver posto in essere strategie
abusive, e dunque illegali, di 'winback'.
A che ora ci vediamo?
02/06/06 22:59
C'è un blog in USA di enorme
successo, promosso da un gruppo della George
Mason University, che si chiama www.marginalrevolution.com. Di
solito contiene provocazioni molto interessanti
su come gli economisti possono interpretare
à la Becker varie vicende umane con
l'ausilio del metodo di analisi economica.
Ebbene oggi Matteo Rizzolli mi ha segnalato che
su quel sito vi era un blog sul tema:When should you show up to a party
early?, perché conviene presentarsi
presto ad un party. Ho subito 'postato' un
commento provocatorio 'da economista' burlone,
fornendo ben 7 ragioni per le quali ritenevo
razionale (per un selfish
self-interested homo economicus) arrivare
invece in ritardo ad un party. In realtà la mia
era un bonaria presa in giro. Ma, naturalmente,
chi si prende sul serio su un tale argomento
prende anche sul serio i commenti! Si è scatenato
il dibattito. Qualcuno ha pure teorizzato che in
fondo bisogna andare al party quando si vuole,
senza fare troppi calcoli sull'orario....davvero
rivoluzionario ... Andate a leggerli! Ecco la
tragedia della scienza economica: né allegra, né
triste. Ma tende a prendersi troppo sul serio,
se anche l'ora a cui andare ad un party diventa
una scelta razionale da calcolare...'Too much
blog for nothing' verrebbe da dire...E comunque,
giacché ci siamo, si accettano commenti
(economicamente fondati) sull'orario giusto a
cui presentarsi al party!!!
Quattro (semplici) idee per rilanciare il calcio
21/05/06 10:25
Convergenza multimediale e apertura dei mercati
18/05/06 00:41
Scarica il resto dell'articolo
La concorrenza fa bene alla salute
04/08/05 03:44
Nei giorni scorsi l’Autorità garante della
concorrenza e del mercato ha inviato a Parlamento e
Governo una segnalazione relativa al decreto legge
per il contenimento del prezzo dei farmaci non
rimborsabili, proposto dal ministero della Salute.
L’Agcm ha ribadito le posizioni già assunte
nella sua indagine conoscitiva del 1998, in favore di
una deregulation nel comparto distributivo del
settore farmaceutico. L’intervento merita
apprezzamento per una serie di ragioni e qualche
caveat.
Un sistema ingessato.
Innanzitutto, il settore farmaceutico italiano appare come un sistema ingessato, nel quale tutte le variabili decisive sono predeterminate. Non vi è alcun incentivo al confronto concorrenziale né a livello orizzontale (tra imprese farmaceutiche attive nell’offerta di prodotti sostituibili ai fini della loro efficacia terapeutica; tra intermediari all’ingrosso; tra farmacie), né a livello verticale tra tutti operatori nella produzione, nella commercializzazione, nella distribuzione e nella vendita finale. I numerosi interventi dell’Autorità antitrust nel settore farmaceutico hanno avuto il merito di sottolineare che una volta definiti i vincoli di tutela della salute dei cittadini e di bilancio pubblico della spesa, l’introduzione di opportune forme di incentivazione al confronto concorrenziale contribuisce a rendere più efficiente l’offerta sanitaria e a contenere la spesa pubblica e privata in farmaci...
scarica l'articolo qui apparso su www.lavoce.info
Un sistema ingessato.
Innanzitutto, il settore farmaceutico italiano appare come un sistema ingessato, nel quale tutte le variabili decisive sono predeterminate. Non vi è alcun incentivo al confronto concorrenziale né a livello orizzontale (tra imprese farmaceutiche attive nell’offerta di prodotti sostituibili ai fini della loro efficacia terapeutica; tra intermediari all’ingrosso; tra farmacie), né a livello verticale tra tutti operatori nella produzione, nella commercializzazione, nella distribuzione e nella vendita finale. I numerosi interventi dell’Autorità antitrust nel settore farmaceutico hanno avuto il merito di sottolineare che una volta definiti i vincoli di tutela della salute dei cittadini e di bilancio pubblico della spesa, l’introduzione di opportune forme di incentivazione al confronto concorrenziale contribuisce a rendere più efficiente l’offerta sanitaria e a contenere la spesa pubblica e privata in farmaci...
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Più punti, più infrazioni
30/07/05 03:29
Antonio Nicita & Marcello Basili
Il primo luglio la patente a punti italiana ha compiuto due anni. In questo biennio il numero dei decessi e dei feriti connessi a incidenti stradali si è ridotto e il Governo ne ha attribuito il merito a questo strumento e al mutamento dei comportamenti di guida dovuto alla sua introduzione.
La teoria che manca e il paradosso dei punti
In realtà non è affatto facile interpretare i dati in via univoca. Nonostante la patente a punti sia oggi adottata in moltissimi paesi, manca del tutto una teoria che spieghi perché con essa i soggetti dovrebbero modificare i propri incentivi a violare il codice stradale. Le indagini empiriche non sono conclusive e non vi è consenso sui risultati ottenuti, specie sulla relazione esistente tra patente a punti e riduzione degli incidenti stradali. C’è tuttavia un dato sul quale molte indagini convergono: la patente a punti avrebbe l’effetto di rendere più virtuosi i guidatori man mano che i punti perduti raggiungono una determinata soglia, al di là della quale è molto probabile incorrere nel ritiro.
Uno studio sull’Australia ha mostrato come, a parità di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine, passi molto più tempo tra la seconda e la terza infrazione di quanto non ne passi tra la prima e la seconda. E in Germania e in Italia solo un quota trascurabile della popolazione che ha perso dei punti, ne ha poi consumato l’intero ammontare, incorrendo nel ritiro della patente: meno dello 0,4 per cento. Ciò significherebbe che per una ampia fascia di guidatori, il ritiro della patente costituisce una perdita economica significativa, da evitare senz’altro. Di conseguenza, per almeno una parte della popolazione, i punti valgono poco quando sono tanti (e si tende a consumarli), ma valgono molto quando sono scarsi (e si tende a preservarli). Se ciò è vero, se ne deve concludere che la patente a punti genera un paradosso: perché sia davvero efficace come meccanismo deterrente, è necessario che gli automobilisti (o almeno una parte di loro) consumino al più presto la propria dotazione dei punti fino a raggiungere la soglia critica che ne modifica in senso virtuoso il comportamento. Ovvero, la velocità con la quale si ottengono in media guidatori prudenti dipende dalla velocità con la quale essi risultano aver violato le regole in passato. Non deve quindi sorprendere se il successo della patente a punti si accompagna nel breve periodo a un incremento e non a una riduzione delle violazioni del codice stradale....
Scarica da qui
apparso su www.lavoce.info
Il primo luglio la patente a punti italiana ha compiuto due anni. In questo biennio il numero dei decessi e dei feriti connessi a incidenti stradali si è ridotto e il Governo ne ha attribuito il merito a questo strumento e al mutamento dei comportamenti di guida dovuto alla sua introduzione.
La teoria che manca e il paradosso dei punti
In realtà non è affatto facile interpretare i dati in via univoca. Nonostante la patente a punti sia oggi adottata in moltissimi paesi, manca del tutto una teoria che spieghi perché con essa i soggetti dovrebbero modificare i propri incentivi a violare il codice stradale. Le indagini empiriche non sono conclusive e non vi è consenso sui risultati ottenuti, specie sulla relazione esistente tra patente a punti e riduzione degli incidenti stradali. C’è tuttavia un dato sul quale molte indagini convergono: la patente a punti avrebbe l’effetto di rendere più virtuosi i guidatori man mano che i punti perduti raggiungono una determinata soglia, al di là della quale è molto probabile incorrere nel ritiro.
Uno studio sull’Australia ha mostrato come, a parità di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine, passi molto più tempo tra la seconda e la terza infrazione di quanto non ne passi tra la prima e la seconda. E in Germania e in Italia solo un quota trascurabile della popolazione che ha perso dei punti, ne ha poi consumato l’intero ammontare, incorrendo nel ritiro della patente: meno dello 0,4 per cento. Ciò significherebbe che per una ampia fascia di guidatori, il ritiro della patente costituisce una perdita economica significativa, da evitare senz’altro. Di conseguenza, per almeno una parte della popolazione, i punti valgono poco quando sono tanti (e si tende a consumarli), ma valgono molto quando sono scarsi (e si tende a preservarli). Se ciò è vero, se ne deve concludere che la patente a punti genera un paradosso: perché sia davvero efficace come meccanismo deterrente, è necessario che gli automobilisti (o almeno una parte di loro) consumino al più presto la propria dotazione dei punti fino a raggiungere la soglia critica che ne modifica in senso virtuoso il comportamento. Ovvero, la velocità con la quale si ottengono in media guidatori prudenti dipende dalla velocità con la quale essi risultano aver violato le regole in passato. Non deve quindi sorprendere se il successo della patente a punti si accompagna nel breve periodo a un incremento e non a una riduzione delle violazioni del codice stradale....
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apparso su www.lavoce.info
L'Arte della Buona Governance tra Economia e Diritto
01/01/01 01:59

di Giulio
Napolitano e Antonio Nicita
da Il Sole24Ore Martedi 13 ottobre 2009
Nell’anno dell’esplosione della crisi finanziaria globale, arrivano due chiari messaggi dall’assegnazione del Nobel per l’economia a Oliver Williamson e Elinor Olstrom: uno per i policy makers e l’altro per la ricerca sociale. Ai primi viene ricordato che l’uso del mercato ha un costo; che l’efficiente scambio dei diritti e delle promesse contrattuali sul mercato dipende dalla qualità del disegno istituzionale e delle regole che lo governano; che vi sono valori collettivi che non possono essere soddisfatti tramite il mercato. Agli scienziati sociali è ribadita la centralità dell’approccio interdisciplinare ai confini tra economia, diritto e scienza politica. Continua...
