giu 2006
Sogno o son Desto?
29/06/06 23:48 Filed in: Politics
E poi ci si sveglia una mattina
d'estate e si trova un blitz di una moderna
sinistra liberale: professioni, taxi, banche,
farmacie. Il governo avvia la liberalizzazione
così, come si beve un bicchiere d'acqua.
Riferendosi esplicitamente a diverse
segnalazioni antitrust degli ultimi anni,
avrebbe approvato un decreto legge firmato
Bersani da licenziare subito
insieme alla manovrina..... SCARICA
QUI IL TESTO
DELL'INTERVENTO DEL GOVERNO. LA NOSTRA INTERVISTA ESCLUSIVA A ROMANO
PRODI Continua...
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Forza Italia (con buona pace dei lumbàrd)
26/06/06 15:58 Filed in: Politics
Gli italiani hanno bocciato la
riforma al referendum. Sono andati a votare più
della metà (quasi il 54%) degli italiani. Era da
10 anni che non accadeva più per un referendum
(il che è particolarmente importante qui, visto
che non c'era il quorum del 50%). Più del 60%
dei votanti ha detto di no. Al di là del neo
Lombardo-Veneto, è NO ovunque.... Continua...
No Smoking at the Beach: é iperpaternalismo?
20/06/06 10:58 Filed in: Law &
Economics
"Sto qua, con le quattro
capriole di fumo", scriveva Ungaretti. Ma il
sigaro Toscano non è come gli altri sigari. Meno
dolce. Pesante. Se, per sbaglio, lo respiri ti
senti morire. Però è un compagno di pensiero. Si
accende e si spegne. Si riaccende. Ti sta
accanto, a segnare l'intermittenza dei tuoi
pensieri. Tutti i fumatori di toscano sanno che
è un meccanismo per pensare. Impossibile fumarlo
(e spegnerlo e riaccenderlo) senza che ci sia un
pensiero ad alimentarlo. E' il contrario della
sigaretta. Quella è una pausa. Il toscano no.
C'è una continua fumosa corrispondenza tra i
pensieri e il fumarsi un toscano. I pensieri
sono tortuosi, spezzati. Si accendono e si
spengono. In questo il toscano è diverso dal
cubano, ottimo anche lui, ma che non può essere
spento e riacceso senza distruggerne l'aroma. Il
toscano è divenuto da diversi anni il mio fedele
compagno (con rassegnata solidarietà di mia
moglie), e me lo porto in giro, a spasso per il
mondo. A Parigi, che se ne intendono, puoi
fumarlo nei ristoranti più chic. A S. Francisco,
un poliziotto mi ha fermato, seduto in un bar
all'aperto in una giornata di sole, dicendomi:
"ehi this is a no smoking area". Non era una
battuta. Continua...
Ma la Law&Economics é (davvero) di destra?
17/06/06 19:20 Filed in: Law &
Economics
'Rubarsi i clienti' é illegale o é concorrenza? Dipende...
13/06/06 15:36 Filed in: Law &
Economics
Nel film di E.Scola
'Concorrenza Sleale' (2001), due commercianti
(D. Abatantuono e S. Castellitto nella foto)
fanno di tutto per rubarsi l'uno l'altro la
clientela, prima che le leggi razziali
impediscano al commerciante ebreo di
continuare la sua vita. Il film sviluppa, in
due registri paralleli, il tema delle regole
del gioco concorrenziale: cosa si può fare e
cosa no. In questi giorni, specie dopo la
recente sentenza della Corte d'appello di
Milano, Telecom Italia viene accusata da
più parti di aver posto in essere strategie
abusive, e dunque illegali, di 'winback'.
Un Libro Bianco per riformare (velocemente) la Gasparri
13/06/06 15:06 Filed in: Politics

Con il nuovo governo Prodi, e con
il Ministro Gentiloni, sono maturi i tempi per
riformare la legge Gasparri, sulla quale siamo
già intervenuti su questo blog. Che la cd. legge
Gasparri presenti profili distorsivi della
concorrenza e costituisca un innalzamento delle
barriere all'entrata sui diversi mercati
rilevanti connessi al tema della convergenza
multimediale è un dato ormai assodato e recepito
tanto dal dibattito teorico quanto nel dibattito
di politica economica, specie a livello
comunitario.
La creazione del Sistema Unico Integrato delle Comunicazioni, cd. SIC, eliminando i tetti precedentemente imposti dalla Maccanico al grado di concentrazione multimediale, di fatto induce la creazione di barriere endogene all'entrata che disincentivano l'ingresso di operatori alternativi (si amplia la scala minima efficiente e la varietà minima efficiente per competere ad armi pari). Continua...
Al mercato della paura: quando Occidente vuol dire Far West
13/06/06 14:41 Filed in: Politics
In questi giorni, il bravo
Luigi Lo Cascio gira l'Italia
con uno spettacolo tratto dal racconto
'La Tana' di Kafka,
riadattato e messo in scena dallo stesso attore.
E' stato definito come 'una colata di parole' su
un'unica ossessione: quella di un uomo che -
ininterrottamente - continua a chiedersi se la sua
tana è sicura, se davvero non sia possibile per un
qualche essere entrarvi con una qualche astuzia,
inganno, tecnologia. La tana non protegge dalla
paura, perché ne rappresenta la proiezione più
evidente. E' facile scorgere nella tana kafkiana
la metafora esistenziale del particulare storico
della crisi del novecento, della mondializzazione
dei conflitti. Dell'insicurezza come condizione
essenziale dell'umanità rispetto a se stessa. Il
pericolo - nella tana - è insieme l'altro uomo e
il se stesso fatto uomo. La paura come specchio
deformato.
L'inizio di questo secolo non è poi così lontano dal secolo scorso. La follia anti-terrorista sembra aver prodotto l'effetto sistematico degli obiettivi folli dei terroristi, il terrore permanente appunto. Siamo tutti circondati. Di più: siamo circondati dalla nostra stessa tana che ci protegge e ci minaccia allo stesso tempo. Due bravi giornalisti, Bonini e D'Avanzo, lo hanno chiamato il mercato della paura. Come in ogni mercato c'è un'offerta e c'è una domanda. I terroristi da un lato e quelli che dichiarano guerre permanenti al terrore dall'altro. Ci sono i produttori e i distributori di paura. E c'è una tana, grande, o piccola, come il mondo. Continua...
A che ora ci vediamo?
02/06/06 22:59 Filed in: Law &
Economics
C'è un blog in USA di enorme
successo, promosso da un gruppo della George
Mason University, che si chiama www.marginalrevolution.com. Di
solito contiene provocazioni molto interessanti
su come gli economisti possono interpretare
à la Becker varie vicende umane con
l'ausilio del metodo di analisi economica.
Ebbene oggi Matteo Rizzolli mi ha segnalato che
su quel sito vi era un blog sul tema:When should you show up to a party
early?, perché conviene presentarsi
presto ad un party. Ho subito 'postato' un
commento provocatorio 'da economista' burlone,
fornendo ben 7 ragioni per le quali ritenevo
razionale (per un selfish
self-interested homo economicus) arrivare
invece in ritardo ad un party. In realtà la mia
era un bonaria presa in giro. Ma, naturalmente,
chi si prende sul serio su un tale argomento
prende anche sul serio i commenti! Si è scatenato
il dibattito. Qualcuno ha pure teorizzato che in
fondo bisogna andare al party quando si vuole,
senza fare troppi calcoli sull'orario....davvero
rivoluzionario ... Andate a leggerli! Ecco la
tragedia della scienza economica: né allegra, né
triste. Ma tende a prendersi troppo sul serio,
se anche l'ora a cui andare ad un party diventa
una scelta razionale da calcolare...'Too much
blog for nothing' verrebbe da dire...E comunque,
giacché ci siamo, si accettano commenti
(economicamente fondati) sull'orario giusto a
cui presentarsi al party!!!
60 anni
02/06/06 13:51 Filed in: Politics
“...Dietro ogni articolo di questa
Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani
come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati,
torturati, morti di fame nei campi di concentramento,
morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade
di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato
la vita perché libertà e giustizia potessero essere
scritte su questa carta. [...] andate lÏ o giovani,
col pensiero, perché li é nata la nostra
Costituzione". (Piero Calamandrei)







Un Té con Guido e NY
01/06/06 02:03 Filed in: Personal
[refreshed post] Ci sono giorni
in cui si mischiano varie vicende, lontane ed
estranee. La cosa sorprendente è il senso che
sanno restituirci. Quasi per caso. L'altro
giorno, proprio quando l'ex ministro della
Repubblica Calderoli insisteva a dire di essere
orgoglioso di essere nemico di una parte del
mondo arabo, con una sorprendente e stupida
leggerezza, mi sono trovato ad incontrare, per
motivi di ricerca e di amicizia, un honorable
judge nelle sue chambers al 2nd Circuit di Foley
Square a New York (nella foto).
Si tratta di un angolo incantato della vecchia New York dove i grattacieli del primo novecento si intrecciano con palazzetti di mattoni rossi e di legno del porto di una volta, dietro il Brooklyn bridge e circondati dai giganti moderni della City. Nella strada che il taxi percorre dal lato Sud, per Foley Square, ripercorro visivamente a ritroso le tappe di chi approcciava, da immigrato, New York, agli inizi del secolo scorso.
Vedo, d'improvviso, la statua della libertà. Sull'isoletta accanto c'è Ellis Island, il posto che ha rappresentato la prima tappa, per le procedure di accoglienza e smistamento, per oltre quindici milioni di immigrati che in nave giungevano dopo settimane,a New York, dove tutto appariva insieme estraneo e possibile. Rifletto sull'America e sull'Italia di allora, sull'orgoglio degli Italiani che hanno saputo crescere e lavorare qui e sulla politica attuale sull'immigrazione che il governo incombente di centro destra, anche in nome dell'amicizia con l'amministrazione Bush, sta realizzando nel nostro paese. Il tassista che mi accompagna è indiano, il portiere del tribunale è asiatico e il giudice che vado a trovare è italiano: si chiama Guido Calabresi. Continua...
La Grazia. Senza Ombre.
01/06/06 01:19 Filed in: Politics
Stasera hanno dato alla tv
l'ultima puntata de 'La meglio gioventù' di
Giordana. La scena si apre con la terrorista che
riceve in carcere una serie di spartiti. Lei,
musicista, sfiora con la mano la partitura e
sente la musica vibrare, scoppiare nella sua
testa. Come un boato insopprimibile e
incontenibile della bellezza della vita, che non
si lascia assaporare, domare o confinare. La
vita tenta se stessa, corrompe se stessa con la
vita. La terrorista strappa i fogli, getta via
gli spartiti perché non sopporta di aderire alla
pienezza della vita. La vita dei terroristi è
sempre in bianco e nero. Fredda, come la canna
di una pistola. Spezzata dai suoi stessi ritagli
di giornale. Ingannata dai suoi stessi documenti
falsi. Inseguita dai suoi stessi pedinamenti.
Folle nella retorica perversa di antistoriche
rivendicazioni rivoluzionarie. Schizzofrenia.
Clausura del corpo e dell'anima. Autismo.Ma se
la musica rientra da uno spartito, per caso, o
se la terrorista aspetta un bambino, ecco che si
torna alla vita. Si capisce la inutile barbarie
di uccidere. E si trova una porta in mezzo a
tanto deserto. Continua...