Grillo, Gentiloni e la Fatwa
20/07/07 01:15 Filed in: Politics
di
Antonio Nicita
Beppe Grillo ritiene che il Ministro Paolo Gentiloni abbia una qualche diretta responsabilità su (i) il permanere dell'occupazione da parte di Rete4 delle frequenze una volta assegnate a Europa7; (ii) sulla 'originale' chiusura temporanea del blog di P. Ricca. a seguito di un esposto di Emilio Fede. Dal suo sito ha invitato i frequentatori del suo blog a bombardare di messaggi e di domande il sito personale (non quello del Ministro) di Paolo Gentiloni. Ecco cosa è successo (e cosa succede)
Gentiloni, che pure ci tiene sempre a precisare -
secondo me molto giustamente - che NON vuole usare il
sito personale per questioni che riguardano il
Ministero, ha risposto, dicendo -altrettanto
correttamente - che lui non ha il potere,
essendo vigente la Gasparri, per riassegnare
frequenze ma che ha presentato una legge volta a
ridisegnare il sistema, e che tantomeno non
c'entra nulla con la vicenda Ricca. Non è
bastato. Il sito è bombardato da email e da
domande che ritengono il ministro quantomeno
omertoso. Devo dire che la cosa mi ha un po'
infastidito, perché io ritengo sacra la
contestazione specie ai politici che devono
sempre rendere conto. Sempre. Però le domande
devono essere giuste e rivolte alla persona
giusta. Non posso chiedere al macellaio di
rendere conto non dell'aumento dei prezzi della
sua merce, ma del tasso di inflazione nazionale!
(esempio da economista!). In più tra i messaggi
di gente perbene e appassionata se ne trovavano
molti iperqualuquisti e offensivi. (io stesso ho
ricevuto l'invito a ramazzare la stanza con....)
Non sono convinto che il 'vaffanculoday' aiuti
il paese. Né che buttarla in caciara aiuti a
selezionare politici migliori. Anzi. Mi sono
perciò fatto animo e ho scritto "la banda sarà
larga ma la testa è stretta'. Dopo un po di
insulti reciproci (però anche di batture carine
come Leum Lino che mi sfotte perché dico che ero
campione di salto in lungo sul mio sito....bei
tempi), almeno 40 post successivi si sono
'normalizzati' sul dibattito vero, sui temi
veri, su domande vere e su gente interessata che
voleva risposte e voleva capire. Qualcuno ha
pure ipotizzato - incrociando il mio nome con
google - che io parlassi per conto del Ministro,
ma ho sempre tenuto a precisare che sono un
cittadino con le proprie opinioni e non posso
che parlare per me. Con alcuni di loro ci siamo
scambiati email e chattato in Skype. Da parte
mia mi sono impegnato - in modo personalissimo -
a informarmi sulle questioni (e su altre) che
hanno chiesto. Risponderò qui, martedi sera, per
come posso. Ho anche scritto che le riforme -
putrtoppo - non si fanno con un click. E questo
è forse più frustrante per chi prova a fare le
riforme, un poco, ogni giorno, che per chi
critica tutto dappertutto. Devo però dire che
quelli che hanno accettato il confronto meritano
da parte mia una risposta. Perché senza domande
la democrazia si ammala. Diceva Heidegger che il
domandare é la pietà del pensiero. E se le
domande sono giuste, aiutano a pensare.
Appuntamento qui. Per chi vuole.
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