Grillo, Gentiloni e la Fatwa

images di Antonio Nicita
Beppe Grillo ritiene che il Ministro Paolo Gentiloni abbia una qualche diretta responsabilità su (i) il permanere dell'occupazione da parte di Rete4 delle frequenze una volta assegnate a Europa7; (ii) sulla 'originale' chiusura temporanea del blog di P. Ricca. a seguito di un esposto di Emilio Fede. Dal suo sito ha invitato i frequentatori del suo blog a bombardare di messaggi e di domande il sito personale (non quello del Ministro) di Paolo Gentiloni. Ecco cosa è successo (e cosa succede)
Gentiloni, che pure ci tiene sempre a precisare - secondo me molto giustamente - che NON vuole usare il sito personale per questioni che riguardano il Ministero, ha risposto, dicendo -altrettanto correttamente - che lui non ha il potere, essendo vigente la Gasparri, per riassegnare frequenze ma che ha presentato una legge volta a ridisegnare il sistema, e che tantomeno non c'entra nulla con la vicenda Ricca. Non è bastato. Il sito è bombardato da email e da domande che ritengono il ministro quantomeno omertoso. Devo dire che la cosa mi ha un po' infastidito, perché io ritengo sacra la contestazione specie ai politici che devono sempre rendere conto. Sempre. Però le domande devono essere giuste e rivolte alla persona giusta. Non posso chiedere al macellaio di rendere conto non dell'aumento dei prezzi della sua merce, ma del tasso di inflazione nazionale! (esempio da economista!). In più tra i messaggi di gente perbene e appassionata se ne trovavano molti iperqualuquisti e offensivi. (io stesso ho ricevuto l'invito a ramazzare la stanza con....) Non sono convinto che il 'vaffanculoday' aiuti il paese. Né che buttarla in caciara aiuti a selezionare politici migliori. Anzi. Mi sono perciò fatto animo e ho scritto "la banda sarà larga ma la testa è stretta'. Dopo un po di insulti reciproci (però anche di batture carine come Leum Lino che mi sfotte perché dico che ero campione di salto in lungo sul mio sito....bei tempi), almeno 40 post successivi si sono 'normalizzati' sul dibattito vero, sui temi veri, su domande vere e su gente interessata che voleva risposte e voleva capire. Qualcuno ha pure ipotizzato - incrociando il mio nome con google - che io parlassi per conto del Ministro, ma ho sempre tenuto a precisare che sono un cittadino con le proprie opinioni e non posso che parlare per me. Con alcuni di loro ci siamo scambiati email e chattato in Skype. Da parte mia mi sono impegnato - in modo personalissimo - a informarmi sulle questioni (e su altre) che hanno chiesto. Risponderò qui, martedi sera, per come posso. Ho anche scritto che le riforme - putrtoppo - non si fanno con un click. E questo è forse più frustrante per chi prova a fare le riforme, un poco, ogni giorno, che per chi critica tutto dappertutto. Devo però dire che quelli che hanno accettato il confronto meritano da parte mia una risposta. Perché senza domande la democrazia si ammala. Diceva Heidegger che il domandare é la pietà del pensiero. E se le domande sono giuste, aiutano a pensare. Appuntamento qui. Per chi vuole.
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