Federalismo e qualità del diritto
02/07/10 16:09
di Antonio NicitaRegole efficaci possono giocare un ruolo propulsivo per la crescita e la competitività. Una convinzione su cui molti economisti e organizzazioni internazionali stanno trovando sempre più punti e occasioni di convergenza. Si tratta di regole funzionali a garantire, accanto ad una elevata qualità del diritto, anche la minimizzazione del costi burocratici delle transazioni economiche.
Dieci anni fa l’Italia partiva da una posizione di retrovia e ha compiuto notevoli passi avanti – oggi riconosciuti dai diversi organismi internazionali. Eppure, se all’interno del nostro paese guardiamo ai diversi livelli di governo, il quadro appare assai frammentato. Due economisti della Banca d’Italia (Magda Bianco e Francesco Bripi) hanno di recente mostrato come i costi eccessivi della regolamentazione si distribuiscano in modo disomogeneo e con alta variabilità per una medesima transazione-tipo, tra le diverse aree geografiche del paese. Non è un problema soltanto italiano, ma di tutti quei paesi caratterizzati da forte decentramento e autonomia periferica. Visto dal lato della qualità regole, il federalismo prende allora il nome di governance multilivello, ovvero di un sistema di governo che deve garantire il miglior coordinamento possibile nella definizione dei costi amministrativi, evitando la sovrapposizione delle responsabilità tra le autorità di regolamentazione e i diversi livelli di governo. Per l’Ocse si tratta di una vera priorità, ribadita a livello europeo dalla strategia di Lisbona. Molte regole che governano la vita di cittadini e imprese sono determinate dalle regioni e dagli enti locali e ad essi spetta il compito di attuare processi di semplificazione amministrativa e di riduzione dei costi burocratici, volti a incrementarne la competitività locale. Ciò anche per evitare che un’elevata qualità della regolamentazione a un livello di governo (nazionale) sia poi indebolita o neutralizzata da azioni contrarie attuate da un altro livello di governo (locale). La spinta federalista non comporta soltanto nuove responsabilità fiscali ma anche la consapevolezza che molte riforme a costo zero, che influenzano pesantemente gli oneri burocratici di cittadini e imprese, non sono più rinviabili. Sotto questo profilo, il confronto tra le diverse politiche locali sulla semplificazione e sulla qualità della regolazione permetterà sempre di più di stimolare processi virtuosi di imitazione competitiva tra le diverse realtà. Perché, ad esempio, in Sicilia si registrano tempi medi complessivi di progettazione e assegnazione per gli appalti pubblici tre volte superiori a quelli necessari in Lombardia? E perché il trasferimento di una proprietà immobiliare nelle Isole richiede in media sette giorni, mentre nel Nord del paese ce ne vogliono dieci? Una parte di questa differenza è riconducibile al sistema di regolamentazione locale e di organizzazione della Pa delle quali sono responsabili gli enti locali. La selezione della migliore esperienza di governo locale, per una data transazione, permette da un lato di sperimentare forme nuove di governo, dall’altro di far pressione sui governi locali per adottare i migliori modelli sperimentati nel paese. Di recente, l’Ocse ha riconosciuto che alcune regioni italiane (Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto) hanno predisposto da tempo un sistema di regole e di strumenti volto a migliorare la qualità delle regole. Elementi essenziali sono l’analisi dell’impatto della regolazione, la misurazione degli oneri eccessivi, l’avvio di processi di consultazione e di «ascolto» di cittadini e imprese, la digitalizzazione della Pa e l’avvento dell’Ict. Sono tuttavia ancora molte le regioni e le amministrazioni locali che si trovano parecchio indietro in questo processo. La sfida del federalismo fiscale costituisce allora anche una spinta per procedere più speditamente nelle riforme della regolamentazione locale. Ecco perché l’imitazione delle migliori esperienze locali può servire da stimolo alle riforme. Naturalmente per imitare occorre anche avere i giusti incentivi. In alcune esperienze internazionali, il governo centrale ha realizzato sistemi premiali e incentivi per indurre i livelli di governo locale a competere verso l’adozione delle forme più avanzate di regole efficaci ed efficienti. Nella strada verso il federalismo fiscale, si tratta di un meccanismo utile a stimolare il buon governo locale. Parafrasando un vecchio adagio inglese, buone regole fanno buoni vicini.
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